Gli studi culturali, specie nella originaria versione di Birmingham, avevano fatto esattamente il lavoro che avrebbe dovuto fare in Italia la tradizione della demologia. Partendo dalla stessa problematica gramsciana, e anche da un simile engagement politico-intellettuale, si erano chiesti dove si nasconde il subalterno nelle condizioni della modernità. Lo avevano fatto non isolando la «bassa» cultura da quella «alta», ma indagando i meccanismi sociali di produzione dello scarto alto-basso; compito che rendeva necessario un approccio etnografico (in quanto distinto da quello semiologico-testuale), centrato non tanto sui singoli prodotti culturali, ma sulle attive pratiche di consumo che a partire da essi generano sempre nuovi significati. Questo resta il nucleo cruciale dei CS: i quali dunque si differenziano e anzi si contrappongono alle teorie critiche della cultura di tipo francofortese, o alle visioni della cultura come rispecchiamento o strumento funzionale dei rapporti di potere. Come ha sempre insistito Stuart Hall, i CS ragionano secondo le complesse linee della gramsciana lotta per l’egemonia, che vede impegnati in un corpo a corpo quotidiano soggetti sociali attivi e non false coscienze dominate da apparati ideologici dello Stato e spettri del potere.

Gli studi culturali e l’antropologia della cultura di massa

dei fabio
2022-01-01

Abstract

Gli studi culturali, specie nella originaria versione di Birmingham, avevano fatto esattamente il lavoro che avrebbe dovuto fare in Italia la tradizione della demologia. Partendo dalla stessa problematica gramsciana, e anche da un simile engagement politico-intellettuale, si erano chiesti dove si nasconde il subalterno nelle condizioni della modernità. Lo avevano fatto non isolando la «bassa» cultura da quella «alta», ma indagando i meccanismi sociali di produzione dello scarto alto-basso; compito che rendeva necessario un approccio etnografico (in quanto distinto da quello semiologico-testuale), centrato non tanto sui singoli prodotti culturali, ma sulle attive pratiche di consumo che a partire da essi generano sempre nuovi significati. Questo resta il nucleo cruciale dei CS: i quali dunque si differenziano e anzi si contrappongono alle teorie critiche della cultura di tipo francofortese, o alle visioni della cultura come rispecchiamento o strumento funzionale dei rapporti di potere. Come ha sempre insistito Stuart Hall, i CS ragionano secondo le complesse linee della gramsciana lotta per l’egemonia, che vede impegnati in un corpo a corpo quotidiano soggetti sociali attivi e non false coscienze dominate da apparati ideologici dello Stato e spettri del potere.
2022
Dei, Fabio
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