Prefazione del Ministro Il cambiamento climatico è una delle sfide vitali per il futuro della società umana e del nostro pianeta. Per contrastarlo, è necessario un forte coordinamento delle politiche sia a livello nazionale sia internazionale, e un cambiamento negli stili di vita di ampie fasce della popolazione, specialmente di quella che vive nei paesi sviluppati, come dimostrato dalle conclusioni contenute nell’ultimo Rapporto dell’Intergovernmen-tal Panel on Climate Change (IPCC). La transizione ecologica è una priorità strategica dell’Unione europea che, con il Green Deal, il Next Generation EU e la recente proposta relativa al pacchetto di riforme “Fit for 55”, vuole diventare la prima grande area geopolitica del mondo a impatto climatico zero al 2050. L’Italia è in prima linea nella lotta al cambiamento climatico e sta mettendo in campo sforzi notevoli per accelerare la transizione energetica ed ecologica. Sin dall’inizio, il Governo Draghi ha rafforzato il posizionamento del nostro Paese rispetto gli impegni sottoscritti a livello globale ed europeo (Accordi di Parigi, Green Deal europeo e Agenda 2030 delle Nazioni Unite). La volontà del nostro Paese di giocare un ruolo da protagonista è emersa anche nel corso del G20 a presidenza italiana, che ha posto al centro dei negoziati temi quali l’economia circolare e la transizione energetica. Le infrastrutture e i sistemi di mobilità rivestono un ruolo cruciale nella trasformazione del sistema socio-economico all’insegna della sostenibilità, in quanto rappresentano un elemento decisivo dello sviluppo di un paese e sono direttamente connessi alle scelte quotidiane delle persone, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni. Data la necessità di adottare un approccio integrato alla transizione ecologica, che non lasci indietro nessuno e assicuri coerenza di politiche e obiettivi, il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims) ha intrapreso un percorso di profondo cambiamento in linea con la sua nuova denominazione, che ho voluto proprio per sottolineare che la sostenibilità deve riguardare entrambi gli ambiti di competenza del Mims. Tale percorso consente di adeguare l’azione del governo nazionale ai principi concordati dai leader del G20 sotto la presidenza del Giappone, che definiscono “sostenibili” quelle infrastrutture in grado di massimizzare il loro impatto positivo da tutti i punti di vista (non solo quello economico), porre attenzione all’intero ciclo di vita dell’opera, internalizzare nel processo di selezione e progettazione i temi legati agli impatti ambientali, essere resilienti ai disastri naturali e ad altre tipologie di rischio, essere decise in base a una valutazione degli impatti sociali delle opere, essere selezionate e realizzate in base a processi di governance di qualità. Va infatti in questa direzione la definizione dei nuovi strumenti di progettazione e valutazione adottati dal Ministero, come le linee guida settoriali di valutazione degli investimenti in opere pubbliche, le linee guida per la redazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) emanate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLLPP) con l’introduzione della Relazione di Sostenibilità delle opere, e le linee guida sullo svolgimento del Dibattito Pubblico, richiesto per molte più iniziative rispetto al passato grazie alla riduzione delle soglie di valore delle opere oltre le quali il Dibattito Pubblico è obbligatorio. Su questa scia, gli investimenti per infrastrutture e mobilità previsti dalla Legge di Bilancio 2022-2024 hanno l’obiettivo di potenziare e modernizzare le infrastrutture e i sistemi di mobilità nazionali nell’ottica dello sviluppo sostenibile, proseguendo fino al 2030 lo sforzo di rilancio del Paese avviato con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Tali investimenti rientrano in una strategia di ampio respiro adottata dal Ministero, descritta nell’Allegato Infrastrutture al Documento di Economia e Finanza (DEF), “Dieci anni per trasformare l’Italia ”, presentato a luglio 2021, e ribadita con la Direttiva “ Indirizzi generali per l'attività amministrativa e la gestione per l’anno 2022 ”, in cui lo sviluppo di infrastrutture sostenibili e resilienti che tengano conto dei cambiamenti climatici rappresenta una delle quattro priorità politiche dell’azione del Mims. Nella prospettiva descritta, è evidente l’importanza del lavoro svolto dalla Commissione “Cambiamenti climatici, infrastrutture e mobilità sostenibili”, istituita ad aprile 2021. In questo Rapporto viene presentata un’analisi approfondita della dotazione infrastrutturale del nostro Paese e degli effetti su di essa e sulla domanda dei servizi di trasporto previsti nei prossimi anni dovuti ai cambiamenti climatici, all’accelerazione dell’utilizzo di tecnologie digitali, al reshoring della produzione e la regionalizzazione delle catene del valore globali, all’aumento delle disuguaglianze, all’invecchiamento della popolazione e alla crescente urbanizzazione. Il Rapporto avanza soluzioni e proposte che permetteranno, da un lato, di aumentare la sostenibilità e la resilienza del sistema infrastrutturale e della mobilità in un contesto di adattamento ai cambiamenti climatici e di mitigazione delle emissioni climalteranti, e dall’altro, di indirizzare il Paese verso uno sviluppo più sostenibile, inclusivo e competitivo, considerando anche le dinamiche innescate o accelerate dalla pandemia. La transizione ecologica rappresenta, infatti, una straordinaria opportunità per rilanciare la nostra economia, ma anche per stimolare una riflessione collettiva sulla visione dell’Italia che vogliamo costruire nei prossimi anni. Da questo punto di vista, il Rapporto rappresenta un unicum a livello nazionale. Come ben illustrato nel Rapporto, il cambiamento climatico non avrà solo effetti sull’ambiente, sulla bio-diversità e sul territorio, ma anche sulla vita e il benessere delle persone e delle attività produttive, determinando gravi conseguenze fisiche, economiche e sociali per il nostro Paese che vanta un patrimonio paesaggistico, artistico e culturale unico a livello mondiale, ma allo stesso tempo estremamente fragile, e presenta una conformazione territoriale particolarmente esposta ai rischi del cambiamento climatico e vulnerabile agli effetti di eventuali disastri naturali. Per adattare infrastrutture e sistemi di mobilità a questi cambiamenti, e far sì che anche questi contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi di mitigazione delle emissioni climalteranti, è fondamentale compiere scelte radicali e urgenti, ma allo stesso tempo informate, ponderate e basate su analisi statistiche ed evidenze scientifiche. Le evidenze contenute in questo Rapporto rappresenteranno anche le basi per le attività del Centro per l’innovazione e la sostenibilità di infrastrutture e i sistemi di mobilità (Cismi) da me istituito all’interno del Mims per svolgere attività di studio, di ricerca e di sviluppo nel settore della sostenibilità delle infrastrutture e della mobilità, dell’innovazione tecnologica, organizzativa e dei materiali, nonché delle due strutture “trasversali” che si occuperanno della decarbonizzazione nel settore dei trasporti (Struttura per la transizione energetica della mobilità e delle infrastrutture, STEMI) e delle politiche urbane (Struttura di coordinamento per le politiche urbane, SCPU), in maniera complementare con le attività di indirizzo del Ministero all’interno del Comitato interministeriale per la Transizione Ecologica (CITE) e del Comitato interministeriale per le politiche urbane (CIPU). Inoltre, questo Rapporto ha evidenti connessioni con quello elaborato dalla Commissione “Finanza per le infrastrutture e la mobilità sostenibili” da me istituita, finalizzato a comprendere in che modo creare una partnership tra settore pubblico e settore privato per investire in soluzioni innovative capaci di trasformare l’Italia nel prossimo decennio.In conclusione, desidero ringraziare sentitamente il Prof. Carlo Carraro per aver coordinato i lavori di questa Commissione e i singoli esperti che, mettendo a disposizione le loro competenze e conoscenze, hanno contributo alla redazione di questo prezioso documento che rappresenta un pilastro fondamentale per guidare le scelte che il nostro Paese deve compiere per affrontare con successo le sfide derivanti dai cambiamenti climatici. Prof. Enrico Giovannini Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili

Cambiamenti climatici, infrastrutture e mobilità: Soluzioni e strategie per gli investimenti infrastrutturali in un contesto di adattamento ai cambiamenti climatici e di mitigazione delle emissioni di gas-serra - Rapporto della “Commissione cambiamenti climatici, infrastrutture e mobilità sostenibili”

Pietro Croce;Paolo Formichi;Filippo Landi;Isabella Pecorini;
2022

Abstract

Prefazione del Ministro Il cambiamento climatico è una delle sfide vitali per il futuro della società umana e del nostro pianeta. Per contrastarlo, è necessario un forte coordinamento delle politiche sia a livello nazionale sia internazionale, e un cambiamento negli stili di vita di ampie fasce della popolazione, specialmente di quella che vive nei paesi sviluppati, come dimostrato dalle conclusioni contenute nell’ultimo Rapporto dell’Intergovernmen-tal Panel on Climate Change (IPCC). La transizione ecologica è una priorità strategica dell’Unione europea che, con il Green Deal, il Next Generation EU e la recente proposta relativa al pacchetto di riforme “Fit for 55”, vuole diventare la prima grande area geopolitica del mondo a impatto climatico zero al 2050. L’Italia è in prima linea nella lotta al cambiamento climatico e sta mettendo in campo sforzi notevoli per accelerare la transizione energetica ed ecologica. Sin dall’inizio, il Governo Draghi ha rafforzato il posizionamento del nostro Paese rispetto gli impegni sottoscritti a livello globale ed europeo (Accordi di Parigi, Green Deal europeo e Agenda 2030 delle Nazioni Unite). La volontà del nostro Paese di giocare un ruolo da protagonista è emersa anche nel corso del G20 a presidenza italiana, che ha posto al centro dei negoziati temi quali l’economia circolare e la transizione energetica. Le infrastrutture e i sistemi di mobilità rivestono un ruolo cruciale nella trasformazione del sistema socio-economico all’insegna della sostenibilità, in quanto rappresentano un elemento decisivo dello sviluppo di un paese e sono direttamente connessi alle scelte quotidiane delle persone, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni. Data la necessità di adottare un approccio integrato alla transizione ecologica, che non lasci indietro nessuno e assicuri coerenza di politiche e obiettivi, il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims) ha intrapreso un percorso di profondo cambiamento in linea con la sua nuova denominazione, che ho voluto proprio per sottolineare che la sostenibilità deve riguardare entrambi gli ambiti di competenza del Mims. Tale percorso consente di adeguare l’azione del governo nazionale ai principi concordati dai leader del G20 sotto la presidenza del Giappone, che definiscono “sostenibili” quelle infrastrutture in grado di massimizzare il loro impatto positivo da tutti i punti di vista (non solo quello economico), porre attenzione all’intero ciclo di vita dell’opera, internalizzare nel processo di selezione e progettazione i temi legati agli impatti ambientali, essere resilienti ai disastri naturali e ad altre tipologie di rischio, essere decise in base a una valutazione degli impatti sociali delle opere, essere selezionate e realizzate in base a processi di governance di qualità. Va infatti in questa direzione la definizione dei nuovi strumenti di progettazione e valutazione adottati dal Ministero, come le linee guida settoriali di valutazione degli investimenti in opere pubbliche, le linee guida per la redazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) emanate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLLPP) con l’introduzione della Relazione di Sostenibilità delle opere, e le linee guida sullo svolgimento del Dibattito Pubblico, richiesto per molte più iniziative rispetto al passato grazie alla riduzione delle soglie di valore delle opere oltre le quali il Dibattito Pubblico è obbligatorio. Su questa scia, gli investimenti per infrastrutture e mobilità previsti dalla Legge di Bilancio 2022-2024 hanno l’obiettivo di potenziare e modernizzare le infrastrutture e i sistemi di mobilità nazionali nell’ottica dello sviluppo sostenibile, proseguendo fino al 2030 lo sforzo di rilancio del Paese avviato con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Tali investimenti rientrano in una strategia di ampio respiro adottata dal Ministero, descritta nell’Allegato Infrastrutture al Documento di Economia e Finanza (DEF), “Dieci anni per trasformare l’Italia ”, presentato a luglio 2021, e ribadita con la Direttiva “ Indirizzi generali per l'attività amministrativa e la gestione per l’anno 2022 ”, in cui lo sviluppo di infrastrutture sostenibili e resilienti che tengano conto dei cambiamenti climatici rappresenta una delle quattro priorità politiche dell’azione del Mims. Nella prospettiva descritta, è evidente l’importanza del lavoro svolto dalla Commissione “Cambiamenti climatici, infrastrutture e mobilità sostenibili”, istituita ad aprile 2021. In questo Rapporto viene presentata un’analisi approfondita della dotazione infrastrutturale del nostro Paese e degli effetti su di essa e sulla domanda dei servizi di trasporto previsti nei prossimi anni dovuti ai cambiamenti climatici, all’accelerazione dell’utilizzo di tecnologie digitali, al reshoring della produzione e la regionalizzazione delle catene del valore globali, all’aumento delle disuguaglianze, all’invecchiamento della popolazione e alla crescente urbanizzazione. Il Rapporto avanza soluzioni e proposte che permetteranno, da un lato, di aumentare la sostenibilità e la resilienza del sistema infrastrutturale e della mobilità in un contesto di adattamento ai cambiamenti climatici e di mitigazione delle emissioni climalteranti, e dall’altro, di indirizzare il Paese verso uno sviluppo più sostenibile, inclusivo e competitivo, considerando anche le dinamiche innescate o accelerate dalla pandemia. La transizione ecologica rappresenta, infatti, una straordinaria opportunità per rilanciare la nostra economia, ma anche per stimolare una riflessione collettiva sulla visione dell’Italia che vogliamo costruire nei prossimi anni. Da questo punto di vista, il Rapporto rappresenta un unicum a livello nazionale. Come ben illustrato nel Rapporto, il cambiamento climatico non avrà solo effetti sull’ambiente, sulla bio-diversità e sul territorio, ma anche sulla vita e il benessere delle persone e delle attività produttive, determinando gravi conseguenze fisiche, economiche e sociali per il nostro Paese che vanta un patrimonio paesaggistico, artistico e culturale unico a livello mondiale, ma allo stesso tempo estremamente fragile, e presenta una conformazione territoriale particolarmente esposta ai rischi del cambiamento climatico e vulnerabile agli effetti di eventuali disastri naturali. Per adattare infrastrutture e sistemi di mobilità a questi cambiamenti, e far sì che anche questi contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi di mitigazione delle emissioni climalteranti, è fondamentale compiere scelte radicali e urgenti, ma allo stesso tempo informate, ponderate e basate su analisi statistiche ed evidenze scientifiche. Le evidenze contenute in questo Rapporto rappresenteranno anche le basi per le attività del Centro per l’innovazione e la sostenibilità di infrastrutture e i sistemi di mobilità (Cismi) da me istituito all’interno del Mims per svolgere attività di studio, di ricerca e di sviluppo nel settore della sostenibilità delle infrastrutture e della mobilità, dell’innovazione tecnologica, organizzativa e dei materiali, nonché delle due strutture “trasversali” che si occuperanno della decarbonizzazione nel settore dei trasporti (Struttura per la transizione energetica della mobilità e delle infrastrutture, STEMI) e delle politiche urbane (Struttura di coordinamento per le politiche urbane, SCPU), in maniera complementare con le attività di indirizzo del Ministero all’interno del Comitato interministeriale per la Transizione Ecologica (CITE) e del Comitato interministeriale per le politiche urbane (CIPU). Inoltre, questo Rapporto ha evidenti connessioni con quello elaborato dalla Commissione “Finanza per le infrastrutture e la mobilità sostenibili” da me istituita, finalizzato a comprendere in che modo creare una partnership tra settore pubblico e settore privato per investire in soluzioni innovative capaci di trasformare l’Italia nel prossimo decennio.In conclusione, desidero ringraziare sentitamente il Prof. Carlo Carraro per aver coordinato i lavori di questa Commissione e i singoli esperti che, mettendo a disposizione le loro competenze e conoscenze, hanno contributo alla redazione di questo prezioso documento che rappresenta un pilastro fondamentale per guidare le scelte che il nostro Paese deve compiere per affrontare con successo le sfide derivanti dai cambiamenti climatici. Prof. Enrico Giovannini Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili
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