Nel 1617, a Isfahan, capitale dell’Impero persiano, la composita comunità cristiana si riunì per ascoltare una predica in italiano durante la festa del Santissimo Sacramento. Sempre in italiano, in India meridionale e alla fine del XVII secolo, a conclusione di una lunga carriera di soldato, medico e diplomatico, il veneziano Niccolò Manucci iniziò a dettare la più importante testimonianza storica europea sulla corte dell’Impero mogol. Se un luogo comune vuole che la lingua italiana abbia avuto un uso limitato fuori d’Europa, studi recenti hanno invece iniziato a delineare un quadro molto diverso. Questo volume, basato sulle testimonianze dei viaggiatori dell’epoca, mostra quindi come nel Seicento l’italiano fosse la lingua europea più usata lungo le strade che univano per via di terra il Mediterraneo al Mare arabico, e oltre. A servirsene, inoltre, non erano solo gli italiani: numerosi stranieri, dai mercanti francesi e armeni fino ai membri degli ordini religiosi, contribuivano a una diffusione che rappresenta un capitolo di storia ancora poco conosciuto ma sorprendente.

L'italiano sulla via dell'India

Tavosanis, Mirko
2025-01-01

Abstract

Nel 1617, a Isfahan, capitale dell’Impero persiano, la composita comunità cristiana si riunì per ascoltare una predica in italiano durante la festa del Santissimo Sacramento. Sempre in italiano, in India meridionale e alla fine del XVII secolo, a conclusione di una lunga carriera di soldato, medico e diplomatico, il veneziano Niccolò Manucci iniziò a dettare la più importante testimonianza storica europea sulla corte dell’Impero mogol. Se un luogo comune vuole che la lingua italiana abbia avuto un uso limitato fuori d’Europa, studi recenti hanno invece iniziato a delineare un quadro molto diverso. Questo volume, basato sulle testimonianze dei viaggiatori dell’epoca, mostra quindi come nel Seicento l’italiano fosse la lingua europea più usata lungo le strade che univano per via di terra il Mediterraneo al Mare arabico, e oltre. A servirsene, inoltre, non erano solo gli italiani: numerosi stranieri, dai mercanti francesi e armeni fino ai membri degli ordini religiosi, contribuivano a una diffusione che rappresenta un capitolo di storia ancora poco conosciuto ma sorprendente.
2025
Tavosanis, Mirko
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11568/1327592
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