La presente monografia si concentra sull’Unione europea e sugli strumenti giuridici da essa predisposti per regolamentare i flussi transfrontalieri di dati personali che originano dal suo territorio e sono diretti verso Stati terzi, strumenti attraverso cui l’UE tenta di trovare un bilanciamento tra la promozione dei flussi in questione, da un lato, e la protezione dei dati personali, dall’altro. L’analisi di tale argomento si pone come obiettivo quello di rispondere a un preciso interrogativo: ci si chiede infatti, e si tenta di comprendere, se l’Unione riesca attraverso gli strumenti in questione a trovare un perfetto equilibrio tra le due esigenze che vengono in gioco oppure se, nei fatti, finisca per privilegiarne una a scapito dell’altra. In questa seconda ipotesi, è poi necessario capire quale delle due istanze prevalga e quale sia sacrificata, quali sono le ragioni di ciò e quali invece le possibili conseguenze di tale approccio. Al fine di rispondere al quesito appena delineato, viene svolta un’indagine che si struttura in due parti. La prima si occupa dell’attuale disciplina unilateralmente adottata dall’UE in materia di flussi transfrontalieri di dati personali. Preliminarmente, vengono dedicati alcuni cenni al cammino che ha condotto verso l’elaborazione di tale quadro giuridico. Dopo tale premessa, ci si concentra sulle attuali regole in materia di trasferimenti di dati personali verso Stati extra-UE e si cerca di dar conto di come tale disciplina, per come delineata dal legislatore UE, interpretata dalla Corte di giustizia e attuata dalla Commissione, vada a bilanciare la necessità di proteggere i dati personali con quella di favorire i flussi dei medesimi, e se finisca per privilegiarne una rispetto all’altra. La seconda parte, invece, esamina certi obblighi internazionali di natura commerciale assunti dall’Unione europea, concernenti sia in generale la liberalizzazione dei servizi, sia in modo più specifico la tematica dei flussi di dati. A tal proposito, è infatti essenziale comprendere se l’approccio seguito dall’UE al momento dell’assunzione dei suddetti obblighi internazionali di natura commerciale è coerente, o meno, con il bilanciamento tra interessi che caratterizza la disciplina adottata unilateralmente dalla stessa UE. Nel caso in cui non lo sia, è ovviamente necessario capire quale può essere l’impatto di una simile incompatibilità su tale bilanciamento. Il capitolo conclusivo, infine, cerca di svolgere, da un lato, considerazioni riepilogative circa l’analisi svolta e, dall’altro, alcune riflessioni di carattere prospettico.

La regolamentazione dei flussi di dati personali dall’UE verso Paesi terzi. Alla ricerca di un bilanciamento tra espansione del commercio internazionale e personal data protection

rugani
2024-01-01

Abstract

La presente monografia si concentra sull’Unione europea e sugli strumenti giuridici da essa predisposti per regolamentare i flussi transfrontalieri di dati personali che originano dal suo territorio e sono diretti verso Stati terzi, strumenti attraverso cui l’UE tenta di trovare un bilanciamento tra la promozione dei flussi in questione, da un lato, e la protezione dei dati personali, dall’altro. L’analisi di tale argomento si pone come obiettivo quello di rispondere a un preciso interrogativo: ci si chiede infatti, e si tenta di comprendere, se l’Unione riesca attraverso gli strumenti in questione a trovare un perfetto equilibrio tra le due esigenze che vengono in gioco oppure se, nei fatti, finisca per privilegiarne una a scapito dell’altra. In questa seconda ipotesi, è poi necessario capire quale delle due istanze prevalga e quale sia sacrificata, quali sono le ragioni di ciò e quali invece le possibili conseguenze di tale approccio. Al fine di rispondere al quesito appena delineato, viene svolta un’indagine che si struttura in due parti. La prima si occupa dell’attuale disciplina unilateralmente adottata dall’UE in materia di flussi transfrontalieri di dati personali. Preliminarmente, vengono dedicati alcuni cenni al cammino che ha condotto verso l’elaborazione di tale quadro giuridico. Dopo tale premessa, ci si concentra sulle attuali regole in materia di trasferimenti di dati personali verso Stati extra-UE e si cerca di dar conto di come tale disciplina, per come delineata dal legislatore UE, interpretata dalla Corte di giustizia e attuata dalla Commissione, vada a bilanciare la necessità di proteggere i dati personali con quella di favorire i flussi dei medesimi, e se finisca per privilegiarne una rispetto all’altra. La seconda parte, invece, esamina certi obblighi internazionali di natura commerciale assunti dall’Unione europea, concernenti sia in generale la liberalizzazione dei servizi, sia in modo più specifico la tematica dei flussi di dati. A tal proposito, è infatti essenziale comprendere se l’approccio seguito dall’UE al momento dell’assunzione dei suddetti obblighi internazionali di natura commerciale è coerente, o meno, con il bilanciamento tra interessi che caratterizza la disciplina adottata unilateralmente dalla stessa UE. Nel caso in cui non lo sia, è ovviamente necessario capire quale può essere l’impatto di una simile incompatibilità su tale bilanciamento. Il capitolo conclusivo, infine, cerca di svolgere, da un lato, considerazioni riepilogative circa l’analisi svolta e, dall’altro, alcune riflessioni di carattere prospettico.
2024
Rugani, Gabriele
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11568/1330995
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