Edizione spagnola e traduzione italiana della pièce "Père Lachaise" di Itziar Pascual, preceduta da un ampio studio introduttivo (pp. 5-79) e da una aggiornata bibliografia (pp. 81-101). DALLA QUARTA DI COPERTINA: Père Lachaise (2003) porta in scena vivi in difficoltà e morti in pena. Cundo e sua sorella Carlota raggiungono dalla Spagna l’emblematico cimitero parigino alla ricerca della tomba del loro bisnonno, caduto in Francia combattendo contro i nazisti. Da quel luogo carico di fascino ripartiranno profondamente trasformati. Le vicissitudini dei bisnipoti si presentano come un viaggio iniziatico e la loro esperienza, in modo affine a quella delle inquiete presenze fantasmatiche che li circondano, si configura come l’uscita da un labirinto simbolico. Attraverso uno dei personaggi della pièce, lo spirito di Isadora Duncan, Itziar Pascual ricorre alla danza come metafora, al contempo, di pacificazione, di pulsione di vita e della capacità dell’arte di trascendere le frontiere e curare le ferite. La drammaturga aggiunge, così, una tessera personale al mosaico del Teatro della memoria storica, quasi incoraggiando l’accettazione e il superamento del passato attraverso la sua conoscenza e la conoscenza di sé, senza smettere, tuttavia, di evocare il sacrificio degli spagnoli che lottarono per gli ideali democratici anche fuori dai confini del loro Paese, pagando spesso un prezzo altissimo. Il loro ricordo continua a chiamare in causa l’Europa tutta.
Père Lachaise
DI PASTENA, ENRICO
Primo
In corso di stampa
Abstract
Edizione spagnola e traduzione italiana della pièce "Père Lachaise" di Itziar Pascual, preceduta da un ampio studio introduttivo (pp. 5-79) e da una aggiornata bibliografia (pp. 81-101). DALLA QUARTA DI COPERTINA: Père Lachaise (2003) porta in scena vivi in difficoltà e morti in pena. Cundo e sua sorella Carlota raggiungono dalla Spagna l’emblematico cimitero parigino alla ricerca della tomba del loro bisnonno, caduto in Francia combattendo contro i nazisti. Da quel luogo carico di fascino ripartiranno profondamente trasformati. Le vicissitudini dei bisnipoti si presentano come un viaggio iniziatico e la loro esperienza, in modo affine a quella delle inquiete presenze fantasmatiche che li circondano, si configura come l’uscita da un labirinto simbolico. Attraverso uno dei personaggi della pièce, lo spirito di Isadora Duncan, Itziar Pascual ricorre alla danza come metafora, al contempo, di pacificazione, di pulsione di vita e della capacità dell’arte di trascendere le frontiere e curare le ferite. La drammaturga aggiunge, così, una tessera personale al mosaico del Teatro della memoria storica, quasi incoraggiando l’accettazione e il superamento del passato attraverso la sua conoscenza e la conoscenza di sé, senza smettere, tuttavia, di evocare il sacrificio degli spagnoli che lottarono per gli ideali democratici anche fuori dai confini del loro Paese, pagando spesso un prezzo altissimo. Il loro ricordo continua a chiamare in causa l’Europa tutta.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


