Questo libro intende proporre un collegamento tra la multiforme estensione delle arti performative e il campo delle discipline filosofiche. In particolare, cinque questioni formano il nucleo della trattazione: argomenti ontologici, linguistici, sociologici, psicologici e iconografici sono avviati da un testo-sorgente messo in relazione con i fenomeni artistici e le posizioni critiche della contemporaneità. Tali brani – noti e meno noti, ampiamente discussi oppure quasi dimenticati – provengono da un gruppo eterogeneo di pensatori: Hegel, Pasolini, Goffman, Freud, Cappelletti, posti in dialogo con altri filosofi e critici, oltre che con uomini e donne di teatro quali Pirandello, Brecht, Schechner, Kantor, Bausch, Ronconi, Churchill. Un ultimo capitolo è dedicato agli applausi, un aspetto spesso trascurato dagli studi specialistici, tuttavia capace di gettare una luce sugli sviluppi dell’estetica teatrale. L’impostazione del volume nasce dalla convinzione che la riflessione critica intorno al mondo teatrale debba riconoscerne le peculiari ambiguità, con il suo linguaggio e le sue forme convenzionali: da un lato esso è servito da metafora per i sistemi di pensiero elaborati da filosofi, sociologi, psicologi; in un altro senso è stato, e continua a essere, un oggetto di indagine per gli studi estetologici, se non un enigma da risolvere. Per la varietà dei temi affrontati e l’originalità della trattazione, Questioni di estetica del teatro ambisce a porsi sia come strumento didattico a uso di studenti di atenei e accademie d’arte, sia come punto di partenza per stimolare un proficuo confronto tra specialisti di ambiti di studio differenti.

Questioni di estetica del teatro

carlo titomanlio
2026-01-01

Abstract

Questo libro intende proporre un collegamento tra la multiforme estensione delle arti performative e il campo delle discipline filosofiche. In particolare, cinque questioni formano il nucleo della trattazione: argomenti ontologici, linguistici, sociologici, psicologici e iconografici sono avviati da un testo-sorgente messo in relazione con i fenomeni artistici e le posizioni critiche della contemporaneità. Tali brani – noti e meno noti, ampiamente discussi oppure quasi dimenticati – provengono da un gruppo eterogeneo di pensatori: Hegel, Pasolini, Goffman, Freud, Cappelletti, posti in dialogo con altri filosofi e critici, oltre che con uomini e donne di teatro quali Pirandello, Brecht, Schechner, Kantor, Bausch, Ronconi, Churchill. Un ultimo capitolo è dedicato agli applausi, un aspetto spesso trascurato dagli studi specialistici, tuttavia capace di gettare una luce sugli sviluppi dell’estetica teatrale. L’impostazione del volume nasce dalla convinzione che la riflessione critica intorno al mondo teatrale debba riconoscerne le peculiari ambiguità, con il suo linguaggio e le sue forme convenzionali: da un lato esso è servito da metafora per i sistemi di pensiero elaborati da filosofi, sociologi, psicologi; in un altro senso è stato, e continua a essere, un oggetto di indagine per gli studi estetologici, se non un enigma da risolvere. Per la varietà dei temi affrontati e l’originalità della trattazione, Questioni di estetica del teatro ambisce a porsi sia come strumento didattico a uso di studenti di atenei e accademie d’arte, sia come punto di partenza per stimolare un proficuo confronto tra specialisti di ambiti di studio differenti.
2026
Titomanlio, Carlo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11568/1349447
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