Gli ordinamenti politici di Sparta e Venezia sono spesso considerati da Machiavelli come esempi per eccellenza di costituzioni miste, secondo il noto schema di ripartizione già aristotelico (in particolare Pol. 1274 a 1-20 e 1279 a 22 – 40)3 e in séguito polibiano (Hist. VI 3 1-10). È altrettanto notevole – e puntualmente rilevato dagli studiosi – il parere negativo che Machiavelli esprime in più d’una sede riguardo all’operato di Venezia, ritenuta fra i principali responsabili del frazionamento politico italiano al sorgere del XVI secolo. Proprio il paragone con l’antica πολιτεία spartana, vissuta, secondo la tradizione storiografica, per otto lunghi secoli, mette tuttavia in luce il presupposto su cui poggia il giudizio negativo di Machiavelli: Venezia, come Sparta, è simbolo utopico di buon governo; quest’ultimo non può trovare concreta realizzazione solo a causa dell’irrefrenabile influsso che il «vero effettuale» esercita sul divenire storico. Occorre perciò indagare – per quanto cursoriamente e in modo circoscritto – la formazione e la trasmissione storiografico-letteraria del mito della costituzione spartana sia in alcuni testi antichi fondamentali, sia in scritti coevi a Machiavelli, in particolare laddove il modello spartano tende a sovrapporsi all’immagine della Repubblica di Venezia. Verificare il nucleo teorico di tale rappresentazione storiografica e individuare almeno alcune allusioni testuali tra tradizioni antiche e moderne su questo tema, consentirà di comprendere in che modo si costruisca un mito costituzionale, e come un simile paradigma operi all’interno del pensiero di Machiavelli.
Gli ottocento anni di Sparta e Venezia: il mito delle costituzioni miste e il «veleno di simili repubbliche» in Machiavelli
MARCO COLLATUZZO
2022-01-01
Abstract
Gli ordinamenti politici di Sparta e Venezia sono spesso considerati da Machiavelli come esempi per eccellenza di costituzioni miste, secondo il noto schema di ripartizione già aristotelico (in particolare Pol. 1274 a 1-20 e 1279 a 22 – 40)3 e in séguito polibiano (Hist. VI 3 1-10). È altrettanto notevole – e puntualmente rilevato dagli studiosi – il parere negativo che Machiavelli esprime in più d’una sede riguardo all’operato di Venezia, ritenuta fra i principali responsabili del frazionamento politico italiano al sorgere del XVI secolo. Proprio il paragone con l’antica πολιτεία spartana, vissuta, secondo la tradizione storiografica, per otto lunghi secoli, mette tuttavia in luce il presupposto su cui poggia il giudizio negativo di Machiavelli: Venezia, come Sparta, è simbolo utopico di buon governo; quest’ultimo non può trovare concreta realizzazione solo a causa dell’irrefrenabile influsso che il «vero effettuale» esercita sul divenire storico. Occorre perciò indagare – per quanto cursoriamente e in modo circoscritto – la formazione e la trasmissione storiografico-letteraria del mito della costituzione spartana sia in alcuni testi antichi fondamentali, sia in scritti coevi a Machiavelli, in particolare laddove il modello spartano tende a sovrapporsi all’immagine della Repubblica di Venezia. Verificare il nucleo teorico di tale rappresentazione storiografica e individuare almeno alcune allusioni testuali tra tradizioni antiche e moderne su questo tema, consentirà di comprendere in che modo si costruisca un mito costituzionale, e come un simile paradigma operi all’interno del pensiero di Machiavelli.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
COLLATUZZO pubblicazione ISUFI.pdf
non disponibili
Tipologia:
Documento in Post-print
Licenza:
Tutti i diritti riservati (All rights reserved)
Dimensione
263.72 kB
Formato
Adobe PDF
|
263.72 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


