L’area di studio è costituita da un tratto di litorale sabbioso lungo ca 2km, nel quale sono inserite le cosidette Spiagge Bianche di Rosignano-Vada.Nel complesso l'area presenta caratteristiche geomorfologiche ed ambientali peculiari e differenti dal resto delle coste sabbiose del litorale livornese. L’attuale arenile di ca 22 ha, è infatti il risultato di depositi recenti (risalenti ai primi decenni del secolo scorso) derivati della produzione della soda e costituiti eminentemente da scorie carbonatiche (prevalentemente CaCo3) che vengono ancora oggi riversate nel mare attraverso un collettore dagli stabilimenti Solvay prossimi alla costa. In questo contesto, si distinguono tre tipologie geomorfologiche: 1. costa rocciosa piatta/alveolare (a nord); 2. arenile sabbioso e sistema dunale diversamente rilevato; 3. area centrale coincidente con la foce del fiume Fine a morfologia piatta e sedimenti limo/sabbiosi (Fig.1) La spiaggia, nonostante una profondità media di 100m, è in larga misura afitoica, sia a causa del substrato sia a causa di una elevata pressione antropica stagionale. Oltre a ciò, ove presente, lo stesso sistema dunale appare costituito dalla sola fascia più interna della duna bianca/consolidata. La flora censita ammonta a c.a. 70 entità la cui frequenza risulta significativamente differente rispetto a quella riscontrabile per le specie (nel complesso le medesime) delle aree sabbiose limitrofe (in particolare dei litorali sabbiosi nord tirrenici). L’analisi vegetazionale e la zonazione delle fitocenosi rivela da un lato tipologie differenziate in base al contesto geomorfologico, dall’altro modificazioni importanti nella diversa copertura vegetale. E' da rilevare infatti, la pressochè assenza di associazioni tipiche della duna effimera quali il Salsolo kali-Cakiletum maritimae, le cui specie caratteristiche sono estremamente rare e rarefatte e la sua sostituzione con facies degradative a copertura monofitica di Sporobolus pungens . Quest’ultima specie appare dominante, seppure con radi elementi dell’Echinophoro spinosae-Elymetum farcti, anche in ciò che rimane delle dune embrionali, soprattutto a nord del Fine. Gli elementi vegetazionali predominanti riguardano la duna bianca, con consistenti coperture dell’Echinophoro spinosae – Ammophiletum arundinaceae e popolamenti monofitici di Spartina versicolor, quest’ultima spesso compenetrata al Phragmitetum australis s.l. nel settore perifluviale o all’Ammophiletum nelle bassure e incisioni della duna bianca. Il settore della duna consolidata a Juniperus sp.pl., a sud del Fine, appare quello attualmente meno degradato. L’elevata pressione antropica sembra condizionare in larga misura l’assenza o la modificazione di associazioni psammofile altrimenti comuni.

Alterazione antropica e zonazione della vegetazione dunale: le spiagge bianche di Rosignano-Vada(LI)

BERTACCHI, ANDREA;LOMBARDI, TIZIANA;TOMEI, PAOLO
2010

Abstract

L’area di studio è costituita da un tratto di litorale sabbioso lungo ca 2km, nel quale sono inserite le cosidette Spiagge Bianche di Rosignano-Vada.Nel complesso l'area presenta caratteristiche geomorfologiche ed ambientali peculiari e differenti dal resto delle coste sabbiose del litorale livornese. L’attuale arenile di ca 22 ha, è infatti il risultato di depositi recenti (risalenti ai primi decenni del secolo scorso) derivati della produzione della soda e costituiti eminentemente da scorie carbonatiche (prevalentemente CaCo3) che vengono ancora oggi riversate nel mare attraverso un collettore dagli stabilimenti Solvay prossimi alla costa. In questo contesto, si distinguono tre tipologie geomorfologiche: 1. costa rocciosa piatta/alveolare (a nord); 2. arenile sabbioso e sistema dunale diversamente rilevato; 3. area centrale coincidente con la foce del fiume Fine a morfologia piatta e sedimenti limo/sabbiosi (Fig.1) La spiaggia, nonostante una profondità media di 100m, è in larga misura afitoica, sia a causa del substrato sia a causa di una elevata pressione antropica stagionale. Oltre a ciò, ove presente, lo stesso sistema dunale appare costituito dalla sola fascia più interna della duna bianca/consolidata. La flora censita ammonta a c.a. 70 entità la cui frequenza risulta significativamente differente rispetto a quella riscontrabile per le specie (nel complesso le medesime) delle aree sabbiose limitrofe (in particolare dei litorali sabbiosi nord tirrenici). L’analisi vegetazionale e la zonazione delle fitocenosi rivela da un lato tipologie differenziate in base al contesto geomorfologico, dall’altro modificazioni importanti nella diversa copertura vegetale. E' da rilevare infatti, la pressochè assenza di associazioni tipiche della duna effimera quali il Salsolo kali-Cakiletum maritimae, le cui specie caratteristiche sono estremamente rare e rarefatte e la sua sostituzione con facies degradative a copertura monofitica di Sporobolus pungens . Quest’ultima specie appare dominante, seppure con radi elementi dell’Echinophoro spinosae-Elymetum farcti, anche in ciò che rimane delle dune embrionali, soprattutto a nord del Fine. Gli elementi vegetazionali predominanti riguardano la duna bianca, con consistenti coperture dell’Echinophoro spinosae – Ammophiletum arundinaceae e popolamenti monofitici di Spartina versicolor, quest’ultima spesso compenetrata al Phragmitetum australis s.l. nel settore perifluviale o all’Ammophiletum nelle bassure e incisioni della duna bianca. Il settore della duna consolidata a Juniperus sp.pl., a sud del Fine, appare quello attualmente meno degradato. L’elevata pressione antropica sembra condizionare in larga misura l’assenza o la modificazione di associazioni psammofile altrimenti comuni.
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