Il Volume è il frutto di un percorso di ricerca e di insegnamento, che i tre curatori hanno da lungo tempo intrapreso. È stato sin dal principio concepito come un testo universitario, destinato idealmente a corsi monografici sulla circolazione delle persone nell’ambito europeo e internazionale, oppure a corsi avanzati di diritto internazionale o dell’UE che dedicano un modulo specialistico alle questioni qui trattate. Tuttavia, strada facendo ha assunto contorni tali da poter risultare utile, a nostro sommesso avviso, ad altri potenziali lettori: studiosi, professionisti del diritto (avvocati, magistrati); operatori sul campo; operatori delle forze dell’ordine e degli altri enti pubblici chiamati a governare i fenomeni migratori. Nonostante sia scritto in italiano, l’inchiostro è internazionalista, sia nell’approccio metodologico che nelle opzioni ideali. Al di là delle preferenze politiche e delle legittime visioni che si possono avere in questa materia, abbiamo costantemente cercato di mettere al centro i valori basilari dello Stato di diritto e la persona, con il suo patrimonio giuridico composta da libertà, diritti, dignità. Di qui il titolo, dove il termine immigrazione è impiegato in senso a-tecnico, come contesto che mette in questione il ruolo del Diritto – inteso come infrastruttura sociale che dovrebbe perseguire il bene comune attraverso istituzioni sottoposte ai principi della rule of law (nel solco della migliore tradizione del costituzionalismo europeo) – e la tutela effettiva dei Diritti dell’individuo, primi fra tutti quelli riconosciuti a qualsiasi persona nell’ordinamento internazionale. Questo libro cerca di enucleare un parametro di civilizzazione giuridica in tema di migrazioni, che gli Stati europei devono assumere a standard minimo di riferimento, salvo procedere a delineare soluzioni più ambiziose e pionieristiche. Per conseguire questo ambizioso obiettivo, abbiamo concepito una struttura per blocchi tematici. Nella prima parte, sono state affrontate alcune questioni generali, che mostrano come sia venuta evolvendosi la cooperazione internazionale in materia e il diritto che ne è il frutto, e come siano progressivamente sorti differenti status che arricchiscono e complicano il quadro d’analisi, tradizionalmente rappresentato come uno scenario in cui agiscono tre attori principali (lo Stato, il cittadino e lo straniero) e alcuni comprimari di scarso rilievo (l’apolide, il cittadino plurimo, talune organizzazioni internazionali prive di poteri incisivi). Nella seconda parte sono stati analizzati i profili concernenti l’uscita dal territorio e il ritorno, il controllo delle frontiere, l’ingresso in uno Stato che non è il proprio: le soluzioni classiche sono state via via rimesse in discussione alla luce del movimento internazionale sui diritti umani, e dei mutamenti delle tecniche con cui gli Stati controllano (anche a molta distanza) le persone intenzionate ad essere ammesse sul loro territorio. Un consistente capitolo è stato dedicato alla disciplina (rectius, alle discipline) che l’Unione europea ha elaborato in tema di circolazione e soggiorno delle persone. La terza parte affronta il nodo centrale del trattamento dello straniero ammesso sul territorio: una volta acquisito un titolo di soggiorno, quali diritti o aspettative può vantare nei confronti della società ospite? E a quali doveri è sottoposto? Un capitolo di inquadramento generale, ove vengono approfonditi i contenuti del patrimonio giuridico minimo di ciascun essere umano che si trova all’estero (inclusa la portata del principio di non discriminazione), è affiancato da alcuni studi tematici, inerenti ai diritti sociali ed economici, ai diritti culturali, ai diritti politici. La parte quarta affronta le spinose questioni poste dall’interruzione della presenza dello straniero, obbligato a lasciare il territorio in quanto sottoposto a una misura di allontanamento. Grazie allo sviluppo delle norme internazionali sui diritti umani e dei relativi meccanismi di garanzia, il dogma della sovranità statale ha subito consistenti erosioni, ma resiste e si trasforma, fungendo da catalizzatore per scelte caratterizzate da un largo uso della sanzione penale e di strutture detentive, dove purtroppo spesso assistiamo a un eclissi dei principi garantistici affermati solennemente dalle carte costituzionali e dai trattati internazionali. Infine, la parte quinta tratta questioni che non avrebbero potuto trovare agevole collocazione nelle altre parti, vuoi perché hanno natura oggettivamente trasversale (si pensi al tema dell’unità familiare, o alle molteplici forme di dialogo e cooperazione tra Stati in tema di migrazioni), vuoi perché attinenti a un regime giuridico attualmente “claudicante” (in quanto non vincolante per gli Stati europei e gli altri) ma nondimeno interessante per i contenuti, talora molto evoluti, che toccano sia questioni di circolazione che di trattamento dei lavoratori migranti.

Immigrazione, Diritto e Diritti: profili internazionalistici ed europei

DI FILIPPO, MARCELLO;CALAMIA, ANTONIO MARCELLO;
2012

Abstract

Il Volume è il frutto di un percorso di ricerca e di insegnamento, che i tre curatori hanno da lungo tempo intrapreso. È stato sin dal principio concepito come un testo universitario, destinato idealmente a corsi monografici sulla circolazione delle persone nell’ambito europeo e internazionale, oppure a corsi avanzati di diritto internazionale o dell’UE che dedicano un modulo specialistico alle questioni qui trattate. Tuttavia, strada facendo ha assunto contorni tali da poter risultare utile, a nostro sommesso avviso, ad altri potenziali lettori: studiosi, professionisti del diritto (avvocati, magistrati); operatori sul campo; operatori delle forze dell’ordine e degli altri enti pubblici chiamati a governare i fenomeni migratori. Nonostante sia scritto in italiano, l’inchiostro è internazionalista, sia nell’approccio metodologico che nelle opzioni ideali. Al di là delle preferenze politiche e delle legittime visioni che si possono avere in questa materia, abbiamo costantemente cercato di mettere al centro i valori basilari dello Stato di diritto e la persona, con il suo patrimonio giuridico composta da libertà, diritti, dignità. Di qui il titolo, dove il termine immigrazione è impiegato in senso a-tecnico, come contesto che mette in questione il ruolo del Diritto – inteso come infrastruttura sociale che dovrebbe perseguire il bene comune attraverso istituzioni sottoposte ai principi della rule of law (nel solco della migliore tradizione del costituzionalismo europeo) – e la tutela effettiva dei Diritti dell’individuo, primi fra tutti quelli riconosciuti a qualsiasi persona nell’ordinamento internazionale. Questo libro cerca di enucleare un parametro di civilizzazione giuridica in tema di migrazioni, che gli Stati europei devono assumere a standard minimo di riferimento, salvo procedere a delineare soluzioni più ambiziose e pionieristiche. Per conseguire questo ambizioso obiettivo, abbiamo concepito una struttura per blocchi tematici. Nella prima parte, sono state affrontate alcune questioni generali, che mostrano come sia venuta evolvendosi la cooperazione internazionale in materia e il diritto che ne è il frutto, e come siano progressivamente sorti differenti status che arricchiscono e complicano il quadro d’analisi, tradizionalmente rappresentato come uno scenario in cui agiscono tre attori principali (lo Stato, il cittadino e lo straniero) e alcuni comprimari di scarso rilievo (l’apolide, il cittadino plurimo, talune organizzazioni internazionali prive di poteri incisivi). Nella seconda parte sono stati analizzati i profili concernenti l’uscita dal territorio e il ritorno, il controllo delle frontiere, l’ingresso in uno Stato che non è il proprio: le soluzioni classiche sono state via via rimesse in discussione alla luce del movimento internazionale sui diritti umani, e dei mutamenti delle tecniche con cui gli Stati controllano (anche a molta distanza) le persone intenzionate ad essere ammesse sul loro territorio. Un consistente capitolo è stato dedicato alla disciplina (rectius, alle discipline) che l’Unione europea ha elaborato in tema di circolazione e soggiorno delle persone. La terza parte affronta il nodo centrale del trattamento dello straniero ammesso sul territorio: una volta acquisito un titolo di soggiorno, quali diritti o aspettative può vantare nei confronti della società ospite? E a quali doveri è sottoposto? Un capitolo di inquadramento generale, ove vengono approfonditi i contenuti del patrimonio giuridico minimo di ciascun essere umano che si trova all’estero (inclusa la portata del principio di non discriminazione), è affiancato da alcuni studi tematici, inerenti ai diritti sociali ed economici, ai diritti culturali, ai diritti politici. La parte quarta affronta le spinose questioni poste dall’interruzione della presenza dello straniero, obbligato a lasciare il territorio in quanto sottoposto a una misura di allontanamento. Grazie allo sviluppo delle norme internazionali sui diritti umani e dei relativi meccanismi di garanzia, il dogma della sovranità statale ha subito consistenti erosioni, ma resiste e si trasforma, fungendo da catalizzatore per scelte caratterizzate da un largo uso della sanzione penale e di strutture detentive, dove purtroppo spesso assistiamo a un eclissi dei principi garantistici affermati solennemente dalle carte costituzionali e dai trattati internazionali. Infine, la parte quinta tratta questioni che non avrebbero potuto trovare agevole collocazione nelle altre parti, vuoi perché hanno natura oggettivamente trasversale (si pensi al tema dell’unità familiare, o alle molteplici forme di dialogo e cooperazione tra Stati in tema di migrazioni), vuoi perché attinenti a un regime giuridico attualmente “claudicante” (in quanto non vincolante per gli Stati europei e gli altri) ma nondimeno interessante per i contenuti, talora molto evoluti, che toccano sia questioni di circolazione che di trattamento dei lavoratori migranti.
9788813334628
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