Obiettivi. Il rischio biologico per gli addetti al comparto rifiuti solidi è considerato dagli esperti dell'OSHA un "rischio emergente" perché nuovo, date le tecnologie innovative introdotte ai fini della gestione dei rifiuti, e in aumento, dato l'elevato numero di personale addetto a questo settore. Mentre la presenza di batteri, miceti e endotossina nel bioaerosol, principale via di esposizione, è ben nota, non esistono dati sui virus. Con questo obiettivo sono state effettuate 2 campagne di campionamento (invernale ed estiva) in diversi contesti comprendenti una discarica, un impianto di riciclaggio dei rifiuti, un impianto di incenerimento e i veicoli per la raccolta. Metodo. Sono stati prelevati campioni di aria e superfici per la ricerca di Torque Teno Virus (TTV), Adenovirus umano (HAdV), Norovirus (NoV), Rotavirus (RV) e Enterovirus (EV) con tecniche molecolari. La positività è stata confermata mediante sequenziamento e i virus rilevati sono stati quantificati e ne è stata valutata l’infettività. I campioni sono stati analizzati in parallelo per la carica batterica e micetica totale. Risultati. Nel complesso, 12/40 (30%) campioni di aria e 5/37 (13,5%) di superfici sono risultati positivi per la presenza di almeno uno dei 2 virus rilevati: HAdV e TTV. Tra gli 8 campioni HAdV positivi, 6 (75%) sono stati confermati come infettivi. Le frequenze di positività sono state simili nelle 2 campagne, ma con evidenti differenze per quanto riguarda il tipo di virus rilevato: TTV nella campagna estiva, HAdV in quello invernale. La zona più contaminata è risultata la selezione carta della discarica. Le cariche batteriche e micetiche non si sono rilevate correlate con la presenza e la carica virale. Discussione e conclusioni. I risultati dell’indagine confermano che il processo di smaltimento dei rifiuti solidi può esporre i lavoratori a virus infettivi, inclusi quelli della lista dei patogeni di gruppo 2 della direttiva europea 90/679/CEE. Al fine di valutare meglio il rischio sarebbe necessario effettuare ulteriori indagini sulle fonti e le vie di contaminazione

Esposizione occupazionale di natura virale nell’ambito dei processi industriali di smaltimento dei rifiuti solidi

CARDUCCI, ANNALAURA;I. Federigi;VERANI, MARCO
2013

Abstract

Obiettivi. Il rischio biologico per gli addetti al comparto rifiuti solidi è considerato dagli esperti dell'OSHA un "rischio emergente" perché nuovo, date le tecnologie innovative introdotte ai fini della gestione dei rifiuti, e in aumento, dato l'elevato numero di personale addetto a questo settore. Mentre la presenza di batteri, miceti e endotossina nel bioaerosol, principale via di esposizione, è ben nota, non esistono dati sui virus. Con questo obiettivo sono state effettuate 2 campagne di campionamento (invernale ed estiva) in diversi contesti comprendenti una discarica, un impianto di riciclaggio dei rifiuti, un impianto di incenerimento e i veicoli per la raccolta. Metodo. Sono stati prelevati campioni di aria e superfici per la ricerca di Torque Teno Virus (TTV), Adenovirus umano (HAdV), Norovirus (NoV), Rotavirus (RV) e Enterovirus (EV) con tecniche molecolari. La positività è stata confermata mediante sequenziamento e i virus rilevati sono stati quantificati e ne è stata valutata l’infettività. I campioni sono stati analizzati in parallelo per la carica batterica e micetica totale. Risultati. Nel complesso, 12/40 (30%) campioni di aria e 5/37 (13,5%) di superfici sono risultati positivi per la presenza di almeno uno dei 2 virus rilevati: HAdV e TTV. Tra gli 8 campioni HAdV positivi, 6 (75%) sono stati confermati come infettivi. Le frequenze di positività sono state simili nelle 2 campagne, ma con evidenti differenze per quanto riguarda il tipo di virus rilevato: TTV nella campagna estiva, HAdV in quello invernale. La zona più contaminata è risultata la selezione carta della discarica. Le cariche batteriche e micetiche non si sono rilevate correlate con la presenza e la carica virale. Discussione e conclusioni. I risultati dell’indagine confermano che il processo di smaltimento dei rifiuti solidi può esporre i lavoratori a virus infettivi, inclusi quelli della lista dei patogeni di gruppo 2 della direttiva europea 90/679/CEE. Al fine di valutare meglio il rischio sarebbe necessario effettuare ulteriori indagini sulle fonti e le vie di contaminazione
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