Introduzione I potenziali effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute respiratoria dei bambini rappresentano un rilevante problema di sanità pubblica, anche in relazione alla maggiore suscettibilità e vulnerabilità agli effetti degli inquinanti di questa fascia di età (WHO 2005). Diversi studi internazionali hanno evidenziato una associazione tra i livelli degli inquinanti atmosferici ed effetti respiratori a breve termine nella popolazione infantile, ma le esperienze italiane sono scarse. Obiettivi Il presente studio ha l’obiettivo di valutare l’associazione tra alcuni indicatori di inquinamento atmosferico e i ricoveri ospedalieri per alcune cause respiratorie selezionate nel sottogruppo di popolazione in età pediatrica (0-14 anni) residente in 9 città italiane, nel contesto dello studio EPIAIR-CCM. I risultati completi relativi a tutte le fasce di età sono presentati nell’abstract di Serinelli et al. Metodi Lo studio è stato condotto in nove città distribuite sull’intero territorio nazionale (Bologna, Firenze, Mestre, Milano, Palermo, Pisa, Roma, Taranto e Torino) relativamente al periodo 2001-2005. Sono stati selezionati i ricoveri ospedalieri della popolazione in età pediatrica (0-14 anni), limitatamente ai ricoveri identificati come “urgenti”, con diagnosi principale di asma (ICD9 493) e di bronchiti/polmoniti/influenza (ICD9 466, 480-487). Sono stati esclusi i ricoveri ripetuti entro i 28 giorni. Le serie giornaliere degli inquinanti (PM10, NO2, O3) sono state fornite dalle Agenzie regionali per la protezione dell’Ambiente (ARPA). E’ stato utilizzato un disegno case-crossover con scelta dei giorni di controllo appaiati per anno, mese, e giorno della settimana del ricovero (approccio “time-stratified”). In ogni città le analisi sono state effettuate con modelli di regressione logistica aggiustando per fattori di confondimento tempo-dipendenti; i risultati città specifici sono stati congiunti in una meta-analisi ad effetti casuali. Sono stati considerati diversi lag (0 e 0-1, 2-5, 0-5) scelti a priori per rappresentare effetti immediati, ritardati, e prolungati. L’analisi dell’associazione ricoveri-ozono è stata ristretta al solo semestre “caldo”, definito a priori come quello da aprile a settembre. I risultati sono espressi come incrementi percentuali di ricoveri per 10 µg/m3 di inquinante. Risultati Sono stati inclusi nello studio 22709 ricoveri urgenti (non ripetuti entro i 28 giorni) per bronchiti/polmoniti/influenza e 6087 ricoveri per asma. Gli incrementi di NO2 sono risultati significativamente associati ai ricoveri per asma, con effetti sia immediati (lag 0-1: 3.04%, IC95% 0.28; 5.88), sia ritardati (lag 2-5: 9.15%, IC95% 5.29; 13.16), sia prolungati (lag 0-5: 8,78%; IC95% 4,80; 12,90). Anche un aumento delle concentrazioni di PM10 è risultato associato ad un incremento di ricoveri per asma, con un andamento temporale simile a quello osservato per l’NO2, pur se le stime delle associazioni sono risultate inferiori e non statisticamente significative (Lag 0-1: 1.36%, IC95% -0.52; 3.27. Lag 2-5: 2.92% IC95% -0.83; 6.82. Lag 0-5: 2,37% IC95% -0,26; 5,06). I ricoveri urgenti per bronchiti/polmoniti/influenza sono risultati significativamente associati ad incrementi di PM10 a lag 0-1 (1.04% IC95% 0.13-1.96), mentre associazioni non significative sono state osservate per l’NO2 a lag immediati, ritardati e prolungati. Le associazioni osservate tra NO2 e ricoveri per bronchiti/polmoniti/influenza a lag ritardati e prolungati sono risultate eterogenee, con stime città-specifiche positive ed elevate per le città del Nord Italia. Gli incrementi di ozono (estivo) non sono risultati associati ai ricoveri esaminati. Conclusioni I risultati dello studio evidenziano una associazione tra gli incrementi degli inquinanti PM10 e NO2 ed i ricoveri urgenti in età pediatrica per alcune cause respiratorie. Le stime più elevate si sono osservate per l’associazione tra NO2 e ricoveri per asma bronchiale, analogamente a quanto osservato sulla popolazione di tutte le fasce di età

Associazione tra indicatori di inquinamento atmosferico e ricoveri ospedalieri per alcune patologie respiratorie nella popolazione infantile in 9 città italiane. risultati preliminari del progetto EPIAIR

VIGOTTI, MARIA ANGELA;
2009

Abstract

Introduzione I potenziali effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute respiratoria dei bambini rappresentano un rilevante problema di sanità pubblica, anche in relazione alla maggiore suscettibilità e vulnerabilità agli effetti degli inquinanti di questa fascia di età (WHO 2005). Diversi studi internazionali hanno evidenziato una associazione tra i livelli degli inquinanti atmosferici ed effetti respiratori a breve termine nella popolazione infantile, ma le esperienze italiane sono scarse. Obiettivi Il presente studio ha l’obiettivo di valutare l’associazione tra alcuni indicatori di inquinamento atmosferico e i ricoveri ospedalieri per alcune cause respiratorie selezionate nel sottogruppo di popolazione in età pediatrica (0-14 anni) residente in 9 città italiane, nel contesto dello studio EPIAIR-CCM. I risultati completi relativi a tutte le fasce di età sono presentati nell’abstract di Serinelli et al. Metodi Lo studio è stato condotto in nove città distribuite sull’intero territorio nazionale (Bologna, Firenze, Mestre, Milano, Palermo, Pisa, Roma, Taranto e Torino) relativamente al periodo 2001-2005. Sono stati selezionati i ricoveri ospedalieri della popolazione in età pediatrica (0-14 anni), limitatamente ai ricoveri identificati come “urgenti”, con diagnosi principale di asma (ICD9 493) e di bronchiti/polmoniti/influenza (ICD9 466, 480-487). Sono stati esclusi i ricoveri ripetuti entro i 28 giorni. Le serie giornaliere degli inquinanti (PM10, NO2, O3) sono state fornite dalle Agenzie regionali per la protezione dell’Ambiente (ARPA). E’ stato utilizzato un disegno case-crossover con scelta dei giorni di controllo appaiati per anno, mese, e giorno della settimana del ricovero (approccio “time-stratified”). In ogni città le analisi sono state effettuate con modelli di regressione logistica aggiustando per fattori di confondimento tempo-dipendenti; i risultati città specifici sono stati congiunti in una meta-analisi ad effetti casuali. Sono stati considerati diversi lag (0 e 0-1, 2-5, 0-5) scelti a priori per rappresentare effetti immediati, ritardati, e prolungati. L’analisi dell’associazione ricoveri-ozono è stata ristretta al solo semestre “caldo”, definito a priori come quello da aprile a settembre. I risultati sono espressi come incrementi percentuali di ricoveri per 10 µg/m3 di inquinante. Risultati Sono stati inclusi nello studio 22709 ricoveri urgenti (non ripetuti entro i 28 giorni) per bronchiti/polmoniti/influenza e 6087 ricoveri per asma. Gli incrementi di NO2 sono risultati significativamente associati ai ricoveri per asma, con effetti sia immediati (lag 0-1: 3.04%, IC95% 0.28; 5.88), sia ritardati (lag 2-5: 9.15%, IC95% 5.29; 13.16), sia prolungati (lag 0-5: 8,78%; IC95% 4,80; 12,90). Anche un aumento delle concentrazioni di PM10 è risultato associato ad un incremento di ricoveri per asma, con un andamento temporale simile a quello osservato per l’NO2, pur se le stime delle associazioni sono risultate inferiori e non statisticamente significative (Lag 0-1: 1.36%, IC95% -0.52; 3.27. Lag 2-5: 2.92% IC95% -0.83; 6.82. Lag 0-5: 2,37% IC95% -0,26; 5,06). I ricoveri urgenti per bronchiti/polmoniti/influenza sono risultati significativamente associati ad incrementi di PM10 a lag 0-1 (1.04% IC95% 0.13-1.96), mentre associazioni non significative sono state osservate per l’NO2 a lag immediati, ritardati e prolungati. Le associazioni osservate tra NO2 e ricoveri per bronchiti/polmoniti/influenza a lag ritardati e prolungati sono risultate eterogenee, con stime città-specifiche positive ed elevate per le città del Nord Italia. Gli incrementi di ozono (estivo) non sono risultati associati ai ricoveri esaminati. Conclusioni I risultati dello studio evidenziano una associazione tra gli incrementi degli inquinanti PM10 e NO2 ed i ricoveri urgenti in età pediatrica per alcune cause respiratorie. Le stime più elevate si sono osservate per l’associazione tra NO2 e ricoveri per asma bronchiale, analogamente a quanto osservato sulla popolazione di tutte le fasce di età
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