Questo scritto è l’insieme di piccole storie e di circa due dozzine di agiografie, le une alle altre legate nel costante monito della caducità umana, risultato di quanto raccolto nel corso degli anni, prima da appassionato cronista di storia locale e poi rivisitato con gli occhi stupefatti di antropologo. L’importanza delle sepolture ad sanctos nel microcosmo di Piraino, in uno spazio geografico di circa cinquanta metri quadri, è spiegato attraverso le relazioni che si sono succedute con le autorità e le élite religiose e politiche locali con riferimento alla morte e alle sue strategie. La stratificazione so­ciale che ha nei secoli interessato la vita ecclesiastica di Piraino è speculare a quella rintracciabile in altre sfere della vita civile. Quanto allo studioso, dopo venti anni, è chiamato a saldare un conto rimasto in sospeso con un fondamentale della sua disciplina: l’antropologo conduce ricerche a casa propria, contravvenendo, coscientemente, alle regole, perché troppo coinvolto, spudoratamente innamorato e geloso di quello che sente suo perché nella sua Isola. Sicché tutto resta terreno liminare anche per lui, ancorché materializzazione di china vergata su cartapecora da sa­cerdoti che non solo avevano scritto di quella sepoltura ma che in quella sepoltura, sia pur indistinguibili, ora erano tumulati. Come venti anni prima, sono secchi, ai suoi occhi, e nel contempo fieri nei loro scranni, indifferenti al disordine e soprattutto alla “soverchia imbarazzatura” che, come l’antropologo avrebbe solo anni dopo scoperto, erano sicuri di poter evitare versando una retta annua di sei grani.

Come pelle saldata alle ossa. La sacralità delle mummie della Chiesa Madre di Piraino

MOLLICA, MARCELLO
2014

Abstract

Questo scritto è l’insieme di piccole storie e di circa due dozzine di agiografie, le une alle altre legate nel costante monito della caducità umana, risultato di quanto raccolto nel corso degli anni, prima da appassionato cronista di storia locale e poi rivisitato con gli occhi stupefatti di antropologo. L’importanza delle sepolture ad sanctos nel microcosmo di Piraino, in uno spazio geografico di circa cinquanta metri quadri, è spiegato attraverso le relazioni che si sono succedute con le autorità e le élite religiose e politiche locali con riferimento alla morte e alle sue strategie. La stratificazione so­ciale che ha nei secoli interessato la vita ecclesiastica di Piraino è speculare a quella rintracciabile in altre sfere della vita civile. Quanto allo studioso, dopo venti anni, è chiamato a saldare un conto rimasto in sospeso con un fondamentale della sua disciplina: l’antropologo conduce ricerche a casa propria, contravvenendo, coscientemente, alle regole, perché troppo coinvolto, spudoratamente innamorato e geloso di quello che sente suo perché nella sua Isola. Sicché tutto resta terreno liminare anche per lui, ancorché materializzazione di china vergata su cartapecora da sa­cerdoti che non solo avevano scritto di quella sepoltura ma che in quella sepoltura, sia pur indistinguibili, ora erano tumulati. Come venti anni prima, sono secchi, ai suoi occhi, e nel contempo fieri nei loro scranni, indifferenti al disordine e soprattutto alla “soverchia imbarazzatura” che, come l’antropologo avrebbe solo anni dopo scoperto, erano sicuri di poter evitare versando una retta annua di sei grani.
Mollica, Marcello
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