Quest'anno l'attività di ricerca sul progetto overpressure ha riguardato essenzialmente lo sviluppo di un metodo per l'individuazione di livelli in sovrappressione tramite l'analisi di diversi campi di velocità derivati in fase di elaborazione del dato sismico. L'esempio che seguirà riguarda il dato sismico nelle immediate vicinanze del pozzo XX2. La fase iniziale del lavoro si è concentrata sul dato sismico, sul quale sono state applicate una serie di operazioni di elaborazione finalizzate all’ottenimento di un campo di velocità ottimale ai fini della stima della pressione. Il dato sismico fornitoci riguardava essenzialmente 21 In-Line e Cross-Line ritagliate dal più ampio volume 3D e centrate rispetto alla posizione del pozzo. In questa prima fase l’attenzione, quindi, si è orientata su quelle operazioni che permettono di ricavare il campo di velocità, quali l’analisi di velocità e la migrazione. L’analisi di velocità è stata effettuata, oltre che con l’algoritmo standard della Semblance, con altre tecniche che producono una maggiore risoluzione nel calcolo delle misure di coerenza, quali il Complex Matched Filter [Spagnolini et al, 1993] e l’algoritmo Eigenstructure [Key e Smithson, 1990]. Queste funzioni di velocità sono state affiancate da quella ottenuta con la tecnica della migrazione pre stack in profondità (PSDM), una delle metodologie più affidabili nel fornire un profilo di velocità che si avvicina a quello reale del sottosuolo (condizione fondamentale per una stima affidabile della pressione). La fase successiva del lavoro ha riguardato la stima della pressione nel sottosuolo, in corrispondenza della posizione del pozzo, a partire dalle velocità sismiche ottenute dall’elaborazione del dato. Questo compito è stato affrontato supponendo di non avere alcuna informazione geologica dell’area circostante, e si è cercato di valutare la pore pressure esclusivamente dalle velocità sismiche. A tal fine, è stata scelta una strada che prevede il confronto tra le velocità così ricavate e un trend normale di velocità, costruito tramite relazioni empiriche, che rappresenta quella velocità che si avrebbe in condizioni di pressione normale. Gli eventuali discostamenti della velocità sismica da questo trend normale sono considerati indice della presenza di sovrapressione. In particolare, si è scelto di calcolare il trend normale tramite due diverse formule, quella di Bowers [Bowers, 1995] e quella di Miller [Miller, 2002], con lo scopo di confrontarle e valutarne le differenze; i discostamenti tra le velocità sismiche ed i trend costruiti, invece, sono stati trasformati in pressione tramite la formula di Eaton [Eaton, 1975], utilizzando diversi valori per l’esponente caratteristico di tale formula. La valutazione del valore più adatto per l’esponente è stata effettuata confrontando le curve di pressione con le misure puntuali di pressione in pozzo. Tutte le operazioni descritte in precedenza verranno discusse nei capitoli 2 e 3. Parallelamente a questa attività sono stati sviluppati 2 codici di inversione sismica. Il primo è un codice di inversione della risposta AVA del fondale al fine di ricavarne le proprietà elastiche. Il secondo è un codice parallelo di inversione FWI elastica 1D. Di questi codici verranno forniti assieme al presente rapporto i due tutorial a cui si rimanda per più dettagliate informazioni sulla loro struttura e sul loro utilizzo. Tali codici, ed i rispettivi tutorial, sono già stati consegnati ad ENI e sperimentati nei laboratori ENI il giorno 4 Dicembre 2014.

Progetto Overpressure: report 2014

MAZZOTTI, ALFREDO;ALEARDI, MATTIA
2014

Abstract

Quest'anno l'attività di ricerca sul progetto overpressure ha riguardato essenzialmente lo sviluppo di un metodo per l'individuazione di livelli in sovrappressione tramite l'analisi di diversi campi di velocità derivati in fase di elaborazione del dato sismico. L'esempio che seguirà riguarda il dato sismico nelle immediate vicinanze del pozzo XX2. La fase iniziale del lavoro si è concentrata sul dato sismico, sul quale sono state applicate una serie di operazioni di elaborazione finalizzate all’ottenimento di un campo di velocità ottimale ai fini della stima della pressione. Il dato sismico fornitoci riguardava essenzialmente 21 In-Line e Cross-Line ritagliate dal più ampio volume 3D e centrate rispetto alla posizione del pozzo. In questa prima fase l’attenzione, quindi, si è orientata su quelle operazioni che permettono di ricavare il campo di velocità, quali l’analisi di velocità e la migrazione. L’analisi di velocità è stata effettuata, oltre che con l’algoritmo standard della Semblance, con altre tecniche che producono una maggiore risoluzione nel calcolo delle misure di coerenza, quali il Complex Matched Filter [Spagnolini et al, 1993] e l’algoritmo Eigenstructure [Key e Smithson, 1990]. Queste funzioni di velocità sono state affiancate da quella ottenuta con la tecnica della migrazione pre stack in profondità (PSDM), una delle metodologie più affidabili nel fornire un profilo di velocità che si avvicina a quello reale del sottosuolo (condizione fondamentale per una stima affidabile della pressione). La fase successiva del lavoro ha riguardato la stima della pressione nel sottosuolo, in corrispondenza della posizione del pozzo, a partire dalle velocità sismiche ottenute dall’elaborazione del dato. Questo compito è stato affrontato supponendo di non avere alcuna informazione geologica dell’area circostante, e si è cercato di valutare la pore pressure esclusivamente dalle velocità sismiche. A tal fine, è stata scelta una strada che prevede il confronto tra le velocità così ricavate e un trend normale di velocità, costruito tramite relazioni empiriche, che rappresenta quella velocità che si avrebbe in condizioni di pressione normale. Gli eventuali discostamenti della velocità sismica da questo trend normale sono considerati indice della presenza di sovrapressione. In particolare, si è scelto di calcolare il trend normale tramite due diverse formule, quella di Bowers [Bowers, 1995] e quella di Miller [Miller, 2002], con lo scopo di confrontarle e valutarne le differenze; i discostamenti tra le velocità sismiche ed i trend costruiti, invece, sono stati trasformati in pressione tramite la formula di Eaton [Eaton, 1975], utilizzando diversi valori per l’esponente caratteristico di tale formula. La valutazione del valore più adatto per l’esponente è stata effettuata confrontando le curve di pressione con le misure puntuali di pressione in pozzo. Tutte le operazioni descritte in precedenza verranno discusse nei capitoli 2 e 3. Parallelamente a questa attività sono stati sviluppati 2 codici di inversione sismica. Il primo è un codice di inversione della risposta AVA del fondale al fine di ricavarne le proprietà elastiche. Il secondo è un codice parallelo di inversione FWI elastica 1D. Di questi codici verranno forniti assieme al presente rapporto i due tutorial a cui si rimanda per più dettagliate informazioni sulla loro struttura e sul loro utilizzo. Tali codici, ed i rispettivi tutorial, sono già stati consegnati ad ENI e sperimentati nei laboratori ENI il giorno 4 Dicembre 2014.
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