L’uso razionale della risorsa idrica in agricoltura richiede, unitamente all’adozione di tecniche irrigue avanzate che assicurino la migliore efficienza degli interventi irrigui, l’individuazione dei tempi e dell’entità dei singoli interventi. Perché questi ultimi obiettivi siano raggiunti è necessario stimare con precisione i consumi di evapotraspirazione delle colture che, nell’ambiente mediterraneo, caratterizzato da un periodo vegetativo tipicamente non in fase con quello piovoso, si manifestano sotto condizioni di stress idrico. Nel presente lavoro è descritta un’applicazione a una piantagione di oliveto della tecnica scintillometrica, che permette una stima indiretta del flusso di calore latente attraverso l’equazione del bilancio energetico. Più in particolare, lo scintillometro è uno strumento ottico, che misura il flusso di calore sensibile dal sistema suolo-pianta sulla base degli effetti che tale flusso induce sull’indice di rifrazione della luce coerente emessa da un trasmettitore; misurando contemporaneamente la radiazione netta e il flusso di calore nel suolo, è possibile dedurre il flusso di evapotraspirazione come termine residuo dell’equazione che esprime il bilancio energetico di superficie. Sono in particolare presentati i risultati di un’indagine sperimentale effettuata nel corso della stagione irrigua 2007 nell’area di Castelvetrano, tipicamente vocata alla coltura dell’olivo. I dati di evapotraspirazione giornaliera ottenuti mediante la tecnica scintillometrica sono stati quindi confrontati con i corrispondenti valori stimati utilizzando il modello Agroidrologico SWAP, la cui applicazione ha richiesto una approfondita caratterizzazione biofisica dell’area di studio. I dati di evapotraspirazione giornaliera ottenuti mediante la tecnica scintillometrica sono stati confrontati con i corrispondenti valori stimati utilizzando sia il modello agroidrologico SWAP che la procedura semplificata proposta di recente dalla FAO che prevede l’adozione di un coefficiente colturale Kc,r che tiene conto delle eventuali condizioni di stress idrico.

Uso della tecnica scintillometrica a supporto della stima dei consumi evapotraspirativi dell’olivo

RALLO, GIOVANNI;
2009

Abstract

L’uso razionale della risorsa idrica in agricoltura richiede, unitamente all’adozione di tecniche irrigue avanzate che assicurino la migliore efficienza degli interventi irrigui, l’individuazione dei tempi e dell’entità dei singoli interventi. Perché questi ultimi obiettivi siano raggiunti è necessario stimare con precisione i consumi di evapotraspirazione delle colture che, nell’ambiente mediterraneo, caratterizzato da un periodo vegetativo tipicamente non in fase con quello piovoso, si manifestano sotto condizioni di stress idrico. Nel presente lavoro è descritta un’applicazione a una piantagione di oliveto della tecnica scintillometrica, che permette una stima indiretta del flusso di calore latente attraverso l’equazione del bilancio energetico. Più in particolare, lo scintillometro è uno strumento ottico, che misura il flusso di calore sensibile dal sistema suolo-pianta sulla base degli effetti che tale flusso induce sull’indice di rifrazione della luce coerente emessa da un trasmettitore; misurando contemporaneamente la radiazione netta e il flusso di calore nel suolo, è possibile dedurre il flusso di evapotraspirazione come termine residuo dell’equazione che esprime il bilancio energetico di superficie. Sono in particolare presentati i risultati di un’indagine sperimentale effettuata nel corso della stagione irrigua 2007 nell’area di Castelvetrano, tipicamente vocata alla coltura dell’olivo. I dati di evapotraspirazione giornaliera ottenuti mediante la tecnica scintillometrica sono stati quindi confrontati con i corrispondenti valori stimati utilizzando il modello Agroidrologico SWAP, la cui applicazione ha richiesto una approfondita caratterizzazione biofisica dell’area di studio. I dati di evapotraspirazione giornaliera ottenuti mediante la tecnica scintillometrica sono stati confrontati con i corrispondenti valori stimati utilizzando sia il modello agroidrologico SWAP che la procedura semplificata proposta di recente dalla FAO che prevede l’adozione di un coefficiente colturale Kc,r che tiene conto delle eventuali condizioni di stress idrico.
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