Tema principală a tezei de Doctorat din care se naşte acest volum este reprezentată de încadrarea şi interpretarea în mod exhaustiv a profilului literar plurivalent al lui Matei Vişniec, scriitor bilingv – poet, dramaturg şi romancier –, în paradigma poetică a Generaţiei ’80, mediu cultural în care el s-a manifestat mai întîi ca poet, pînă în 1987, adică pînă la momentul expatrierii în Franţa, unde si-a continuat parcursul literar, fiind cunoscut mai ales în calitate de dramaturg, şi unde a devenit treptat unul dintre autorii cei mai importanţi în cadrul secţiunii Off a Festivalului de la Avignon. Astfel, conturarea în a doua parte a tezei, aceea inclusă în prezentul volum, a “portretului” în primă instanță al poetului Vișniec a presupus un demers extins la o perspectivă literară vastă, şi care a coincis cu întreaga panoramă şi cu mizele poeziei generaţiei numite anterior, lansate în aşa-zisul “deceniu nouă”, cel al afirmării acestei “promoții” excepționale de scriitori, care, începînd din a doua jumătate a aceluiaşi deceniu, s-a costituit în literatura română contemporană drept postmodernă. Analiza referitoare la opera poetică integrală a autorului aprofundează motivațiile și modalitățile intertextuale adoptate de literatura română “optzecistă”, examinînd ocurențele conceptului de intertextualitate, nu doar în asociere cu alte tipologii de “relații transtextuale” și cu alte “figuri” ale literaturii de grad secund (metatextualitate, hipertextualitate, parodie, pastișă, ironie), ci și în strînsă legătură cu conceptul de performance. Au fost precizate în mod adecvat afinitățile cele mai profunde ca și diferențele care apropie sau, după, caz, îndepărtează formula Vișniec de cea a fiecăruia dintre poeții pe care i-am selectat. În fond, elementul care îl individualizează pe autor în contextul poeziei generației este în primul rînd condiția sa dublă, de poet care-și exercită abilitatea cu totul remarcabilă de creator de versuri, dispunînd simultan și de setul complet de mijloace ale scriiturii teatrale și, în special, de sensibilitatea unui dramaturg recunoscut pe multe scene ale lumii. Un alt element “discriminant” este miza net existenţială, orientată în sens etic a literaturii lui Vișniec. Deci, este legitim să afirmăm că intertextualitatea a funcţionat adesea în versurile sale ca strategie indispensabilă de eludare a cenzurii. A mai fost indicat faptul că autorul aplică gama completă de figuri ale literaturii de grad secund, ajungînd să construiască relaţii transtextuale stratificate, reţele de imagini şi simboluri, "triunghiuri" şi "cvartete" intertextuale spectaculoase. Analiza a cuprins, în completarea ilustrărilor intertextualităţii canonice, şi latura autoreflexivă a aceleiaşi modalităţi a palimpsestului (adică pe cea a ‘intertextualităţii restrînse’). Întorcîndu-ne la perspectiva panoramică asupra generației, mizele intertextualității se precizează la acest nivel în funcție de aceleași două constante: aspectul etic și cel filologic-hedonist al literaturii. Reunind perspectivele se pot observa cîteva teme transversale: poezia Generației ’80 este obsedată în totalitatea ei de procesualitatea operei, de propriul “mod de întrebuințare” și funcționare, pe scurt, de dinamica internă a textului, înţeleasă nu doar în sens intertextual, ci mult mai extins. Ideea de dinamică productivă plasează încă o dată poezia analizată în această lucrare sub semnul artei ca procesualitate, ca exercițiu expert al reflecției în act, trăsătură care-i revelează natura incontestabil postmodernă încă din anii ’80, natură comună și motivațiilor performance-ului.
L’argomento principale della tesi di Dottorato da cui nasce la presente monografia è consistito nell’inquadrare e interpretare in modo esaustivo il profilo letterario plurivalente di Matei Vişniec, scrittore bilingue – poeta, drammaturgo e romanziere –, all’interno del paradigma poetico della Generazione ’80, ambito in cui egli si è manifestato dapprima come poeta, fino al 1987, cioè al momento dell’espatrio in Francia, dove ha continuato il proprio percorso letterario, essendovi apprezzato soprattutto in quanto drammaturgo, per diventare progressivamente uno degli autori di maggiore rilievo della sezione Off del Festival d’Avignone. Pertanto, delineare nella seconda parte della tesi, quella confluita nel presente volume, il “ritratto” individuale del poeta Vișniec ha presupposto anzitutto un approccio esteso ad una prospettiva letteraria più vasta, che ha coinciso con il panorama complessivo e con le scommesse della poesia della suddetta Generazione, lanciate nel cosiddetto “nono decennio” del Novecento, cui risale l’affermazione di questa “promozione” eccezionale di scrittori e che, a deccorrere dalla metà della medesima decade, si è venuta a costituire in seno alla letteratura romena contemporanea come postmodernista. L’analisi incentrata sulla produzione poetica integrale dell’autore è volta a vagliare le motivazioni e le modalità dell’intertestualità adottate dalla letteratura romena “ottantista”, associando ai procedimenti intertestuali non soltanto le altre tipologie di ‘rapporti transtestuali’ e le “figure” della scrittura di secondo grado (metatestualità, ipertestualità, parodia, pastiche, ironia), ma altresì il concetto della performance. Sono state specificate adeguatamente le affinità più profonde e le differenze che accomunano o, all’occorrenza, che allontanano la formula di Vișniec da quella di ciascuno dei poeti selezionati come oggetto dell’analisi. In fondo, l’elemento che distingue lo scrittore nel contesto della poesia della sua generazione risiede in primis nella sua condizione doppia, di poeta che esercita le proprie abilità del tutto remarcabili come creatore di versi, disponendo nel contempo anche del “menu” completo dei mezzi specifici della scrittura teatrale e, in special modo, della sensibilità di un drammaturgo riconosciuto su numerosi palcoscenici del mondo. Un altro elemento “discriminante” è la scommessa nettamente esistenziale, orientata in senso etico della letteratura di Vișniec. Dunque, è stato possibile affermare che l’intertestualità ha funzionato sovente nei suoi versi come strategia indispensabile per eludere la censura. Si è fatto notare che l’autore applica l’intera gamma di figure della letteratura di secondo grado, arrivando a costruire rapporti transtestuali stratificati, reti di immagini e simboli, triangoli e quartetti intertestuali spettacolari. L’analisi ha incluso, in aggiunta alle illustrazioni dell’intertestualità canonica il lato autoriflessivo di siffatta modalità palinsestica (cioè quello dell’‘intertestualità ristretta’). Tornando allo sguardo panoramico rivolto alla generazione, le scommesse dell’intertestualità si precisano a questo livello in funzione delle stesse due costanti: l’aspetto etico e quello filologico e insieme edonistico della letteratura. Riunendo le prospettive si possono notare alcuni temi trasversali: la lirica della Generazione ’80 è ossessionata nella sua totalità dalla processualità dell’opera, dal proprio “modo d’uso” e di funzionamento, in breve, dalla dinamica interna del testo, intesa non soltanto in senso intertestuale, ma ben più esteso. L’idea di dinamica produttiva colloca ancora una volta la poesia analizzata in questa monografia sotto il segno dell’arte come processualità, come esercizio abilissimo della riflessione in atto, attributo che rivela in modo innegabile, fin dagli anni ’80, la sua natura postmoderna, comune anche alle motivazioni della performance.
Poezia generaţiei ’80: intertextualitate şi “performance” [La poesia della Generazione '80: intertestualità e "performance"]
Emilia David
2016-01-01
Abstract
L’argomento principale della tesi di Dottorato da cui nasce la presente monografia è consistito nell’inquadrare e interpretare in modo esaustivo il profilo letterario plurivalente di Matei Vişniec, scrittore bilingue – poeta, drammaturgo e romanziere –, all’interno del paradigma poetico della Generazione ’80, ambito in cui egli si è manifestato dapprima come poeta, fino al 1987, cioè al momento dell’espatrio in Francia, dove ha continuato il proprio percorso letterario, essendovi apprezzato soprattutto in quanto drammaturgo, per diventare progressivamente uno degli autori di maggiore rilievo della sezione Off del Festival d’Avignone. Pertanto, delineare nella seconda parte della tesi, quella confluita nel presente volume, il “ritratto” individuale del poeta Vișniec ha presupposto anzitutto un approccio esteso ad una prospettiva letteraria più vasta, che ha coinciso con il panorama complessivo e con le scommesse della poesia della suddetta Generazione, lanciate nel cosiddetto “nono decennio” del Novecento, cui risale l’affermazione di questa “promozione” eccezionale di scrittori e che, a deccorrere dalla metà della medesima decade, si è venuta a costituire in seno alla letteratura romena contemporanea come postmodernista. L’analisi incentrata sulla produzione poetica integrale dell’autore è volta a vagliare le motivazioni e le modalità dell’intertestualità adottate dalla letteratura romena “ottantista”, associando ai procedimenti intertestuali non soltanto le altre tipologie di ‘rapporti transtestuali’ e le “figure” della scrittura di secondo grado (metatestualità, ipertestualità, parodia, pastiche, ironia), ma altresì il concetto della performance. Sono state specificate adeguatamente le affinità più profonde e le differenze che accomunano o, all’occorrenza, che allontanano la formula di Vișniec da quella di ciascuno dei poeti selezionati come oggetto dell’analisi. In fondo, l’elemento che distingue lo scrittore nel contesto della poesia della sua generazione risiede in primis nella sua condizione doppia, di poeta che esercita le proprie abilità del tutto remarcabili come creatore di versi, disponendo nel contempo anche del “menu” completo dei mezzi specifici della scrittura teatrale e, in special modo, della sensibilità di un drammaturgo riconosciuto su numerosi palcoscenici del mondo. Un altro elemento “discriminante” è la scommessa nettamente esistenziale, orientata in senso etico della letteratura di Vișniec. Dunque, è stato possibile affermare che l’intertestualità ha funzionato sovente nei suoi versi come strategia indispensabile per eludere la censura. Si è fatto notare che l’autore applica l’intera gamma di figure della letteratura di secondo grado, arrivando a costruire rapporti transtestuali stratificati, reti di immagini e simboli, triangoli e quartetti intertestuali spettacolari. L’analisi ha incluso, in aggiunta alle illustrazioni dell’intertestualità canonica il lato autoriflessivo di siffatta modalità palinsestica (cioè quello dell’‘intertestualità ristretta’). Tornando allo sguardo panoramico rivolto alla generazione, le scommesse dell’intertestualità si precisano a questo livello in funzione delle stesse due costanti: l’aspetto etico e quello filologico e insieme edonistico della letteratura. Riunendo le prospettive si possono notare alcuni temi trasversali: la lirica della Generazione ’80 è ossessionata nella sua totalità dalla processualità dell’opera, dal proprio “modo d’uso” e di funzionamento, in breve, dalla dinamica interna del testo, intesa non soltanto in senso intertestuale, ma ben più esteso. L’idea di dinamica produttiva colloca ancora una volta la poesia analizzata in questa monografia sotto il segno dell’arte come processualità, come esercizio abilissimo della riflessione in atto, attributo che rivela in modo innegabile, fin dagli anni ’80, la sua natura postmoderna, comune anche alle motivazioni della performance.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


