Nel volume si pone alla base della scelta di 'genere' - il teatro come mezzo espressivo - da parte dell'autore la sua fiducia nella proposta di «verità» umana e artistica avanzata anche nella narrativa. Tale proposta avrebbe segnato una svolta decisiva nell' iter convenzionale del nostro teatro del secondo Ottocento, fondato sulla restituzione scenica e sulla ratificazione borghese dello status quo postrisorgimentale. L'avance di verismo scenico verghiano, anche per gli altri autori 'meridionali', sensibilizzati da ragioni endemiche di malessere politico e sociale, si sarebbe concretata - secondo la Barsotti - nell’attualizzazione drammatica di un mondo ai limiti della Storia, che ne avrebbe rilevato i problemi e i contrasti, anziché offrirne soluzioni rasserenanti o di comodo. Il realismo tragico di "Cavalleria rusticana" si sarebbe perpetuato nelle ricerche drammaturgiche di Capuana e soprattutto di De Roberto; d'altra parte proprio l'immaturità della nostra borghesia settentrionale avrebbe porto materia di scoperta e di critica (dall'interno) a un teatro d'analisi e di rispecchiamento che nei 'veristi' del Nord, specialmente in quelli della seconda generazione (Praga, Bertolazzi, gli Antona-Traversi), appare già venato dal disagio d'una crisi imminente, che dal monotono, acre, grigiore del rispecchiamento stesso trae rilievo.

"Verga drammaturgo. Tra commedia borghese e teatro verista siciliano"

BARSOTTI, ANNA
1974

Abstract

Nel volume si pone alla base della scelta di 'genere' - il teatro come mezzo espressivo - da parte dell'autore la sua fiducia nella proposta di «verità» umana e artistica avanzata anche nella narrativa. Tale proposta avrebbe segnato una svolta decisiva nell' iter convenzionale del nostro teatro del secondo Ottocento, fondato sulla restituzione scenica e sulla ratificazione borghese dello status quo postrisorgimentale. L'avance di verismo scenico verghiano, anche per gli altri autori 'meridionali', sensibilizzati da ragioni endemiche di malessere politico e sociale, si sarebbe concretata - secondo la Barsotti - nell’attualizzazione drammatica di un mondo ai limiti della Storia, che ne avrebbe rilevato i problemi e i contrasti, anziché offrirne soluzioni rasserenanti o di comodo. Il realismo tragico di "Cavalleria rusticana" si sarebbe perpetuato nelle ricerche drammaturgiche di Capuana e soprattutto di De Roberto; d'altra parte proprio l'immaturità della nostra borghesia settentrionale avrebbe porto materia di scoperta e di critica (dall'interno) a un teatro d'analisi e di rispecchiamento che nei 'veristi' del Nord, specialmente in quelli della seconda generazione (Praga, Bertolazzi, gli Antona-Traversi), appare già venato dal disagio d'una crisi imminente, che dal monotono, acre, grigiore del rispecchiamento stesso trae rilievo.
Barsotti, Anna
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