Il volume è volto a verificare “l’essere e il dover essere” delle Fondazioni di origine bancaria nell’attuale crisi del sistema di welfare state, e più in generale nell’oramai patologico “Stato delle crisi”. In questo percorso ricostruttivo è stato fin da subito chiaro che l’indagine portava ad affrontare non soltanto il dibattuto tema della natura giuridica, in parte alimentato dai numerosi interventi legislativi che hanno reso sempre più labile il confine tra pubblico e privato, ma anche il loro atteggiarsi di soggetti delle “libertà sociali” riconducibili ad una dimensione della vita collettiva che “non è stato, non è mercato, ma socialità”. L’approdo al riconoscimento del nesso funzionale tra Fondazioni, libertà sociali e sussidiarietà orizzontale, ha però fatto emergere il rischio che un nesso del genere poteva assumere una veste solo teorica caricata di valori ideologici. Ad evitare un esito del genere il lavoro ha cercato di seguire un approccio metodologico che, muovendo da un esame dell’operato sussidiario delle Fondazioni, si è concentrato sullo studio dei modelli organizzativi e delle modalità operative. E tale approccio ha consentito di approdare ad una rilettura del principio di sussidiarietà in senso “territoriale”, e di individuare nelle Fondazioni una “speciale” declinazione del principio di sussidiarietà.
Fondazioni di origine bancaria e principio di sussidiarietà
VANESSA MANZETTI
2017-01-01
Abstract
Il volume è volto a verificare “l’essere e il dover essere” delle Fondazioni di origine bancaria nell’attuale crisi del sistema di welfare state, e più in generale nell’oramai patologico “Stato delle crisi”. In questo percorso ricostruttivo è stato fin da subito chiaro che l’indagine portava ad affrontare non soltanto il dibattuto tema della natura giuridica, in parte alimentato dai numerosi interventi legislativi che hanno reso sempre più labile il confine tra pubblico e privato, ma anche il loro atteggiarsi di soggetti delle “libertà sociali” riconducibili ad una dimensione della vita collettiva che “non è stato, non è mercato, ma socialità”. L’approdo al riconoscimento del nesso funzionale tra Fondazioni, libertà sociali e sussidiarietà orizzontale, ha però fatto emergere il rischio che un nesso del genere poteva assumere una veste solo teorica caricata di valori ideologici. Ad evitare un esito del genere il lavoro ha cercato di seguire un approccio metodologico che, muovendo da un esame dell’operato sussidiario delle Fondazioni, si è concentrato sullo studio dei modelli organizzativi e delle modalità operative. E tale approccio ha consentito di approdare ad una rilettura del principio di sussidiarietà in senso “territoriale”, e di individuare nelle Fondazioni una “speciale” declinazione del principio di sussidiarietà.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.