Il contributo indaga il rapporto tra università e territorio come punto di incontro fra domanda di istruzione universitaria e offerta didattica degli atenei. Per cogliere quale sia la configurazione attuale del sistema universitario è risultato indispensabile indagare la portata (e la rispettiva area di influenza) di ciascuna sede universitaria, sia centrale che distaccata: in una prima fase, attraverso un’indagine finalizzata a definire ed applicare nuovi criteri in grado di delimitare le aree di attrazione delle università a partire dallo studio del flussi pendolari studenteschi (Lemmi, De Leo, 2007); successivamente, focalizzando la ricerca su criteri in grado di comparare la capacità attrattiva delle singole aree a partire dalla percentuale di pendolari e dal saldo (entrate-uscite) per provincia (De Leo, 2008). Ne emerge un quadro caratterizzato da una maggiore complessificazione delle relazioni fra i centri universitari che ha reso indispensabile l’adozione di nuove categorie interpretative: categorie che dovranno essere ulteriormente affinate per valutare da un lato quanto i generali processi di gravitazione urbana concorrano nella definizione delle aree di influenza universitarie e, contestualmente, quanto la funzione universitaria sia in grado di definire nuovi rapporti di forza all’interno dell’armatura urbana del Paese.

Università e territorio: quali polarità dall'analisi della mobilità studentesca?

LEMMI, ENRICA
2011

Abstract

Il contributo indaga il rapporto tra università e territorio come punto di incontro fra domanda di istruzione universitaria e offerta didattica degli atenei. Per cogliere quale sia la configurazione attuale del sistema universitario è risultato indispensabile indagare la portata (e la rispettiva area di influenza) di ciascuna sede universitaria, sia centrale che distaccata: in una prima fase, attraverso un’indagine finalizzata a definire ed applicare nuovi criteri in grado di delimitare le aree di attrazione delle università a partire dallo studio del flussi pendolari studenteschi (Lemmi, De Leo, 2007); successivamente, focalizzando la ricerca su criteri in grado di comparare la capacità attrattiva delle singole aree a partire dalla percentuale di pendolari e dal saldo (entrate-uscite) per provincia (De Leo, 2008). Ne emerge un quadro caratterizzato da una maggiore complessificazione delle relazioni fra i centri universitari che ha reso indispensabile l’adozione di nuove categorie interpretative: categorie che dovranno essere ulteriormente affinate per valutare da un lato quanto i generali processi di gravitazione urbana concorrano nella definizione delle aree di influenza universitarie e, contestualmente, quanto la funzione universitaria sia in grado di definire nuovi rapporti di forza all’interno dell’armatura urbana del Paese.
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