Alla luce delle nuove tendenze, anche il sistema insediativo dell'alta Val di Serchio in provincia di Lucca, da sempre caratterizzato da una fitta rete di centri di piccole dimensioni con funzioni di organizzazione territoriale a livello subprovinciale, ha subito profonde trasformazioni: cambiano i rapporti, si instaurano nuovi equilibri e viene da chiedersi che tipo di centralità possa realizzarsi in una situazione tanto complessa, dove la crescente affermazione delle reti telematiche e i continui processi d'innovazione tecnologica rivestono un ruolo fondamentale. O forse se non sia il caso di parlare, piuttosto, di rapporti a rete fra i singoli centri; nuove realtà che, in virtù di legami di interdipendenza e di fenomeni di complementarità funzionale, si vanno autoconcentrando, con l'evidente risultato di una forma insediativa più diffusa. Ci chiediamo, pertanto se le trame attuali non siano altro che effetto di un costante indebolimento di una gerarchia urbana già incompleta e storicamente frammentata. Attraverso l'analisi di indicatori demografici e macro-economicima, soprattutto, attraverso la lettura dei risultati raggiunti mediante l'applicazione alla ricerca di un ipotetico "reticolo" con cui dimostrare, da un lato, il consolidarsi di processi di forte interrelazione all'interno del sistema insediativo della Valle e, dall'altro, l'avvenuta apertura verso contesti esterni di un'area -prevalentemente montuosa e collinare- che, almeno parzialmente, si è sempre dimostrata chiusa rispetto alla rete delle relazioni territoriali a scala più ampia.

Gerarchie urbane deboli o strutture reticolari? Il caso dell'Alta Val di Serchio

LEMMI, ENRICA
2003

Abstract

Alla luce delle nuove tendenze, anche il sistema insediativo dell'alta Val di Serchio in provincia di Lucca, da sempre caratterizzato da una fitta rete di centri di piccole dimensioni con funzioni di organizzazione territoriale a livello subprovinciale, ha subito profonde trasformazioni: cambiano i rapporti, si instaurano nuovi equilibri e viene da chiedersi che tipo di centralità possa realizzarsi in una situazione tanto complessa, dove la crescente affermazione delle reti telematiche e i continui processi d'innovazione tecnologica rivestono un ruolo fondamentale. O forse se non sia il caso di parlare, piuttosto, di rapporti a rete fra i singoli centri; nuove realtà che, in virtù di legami di interdipendenza e di fenomeni di complementarità funzionale, si vanno autoconcentrando, con l'evidente risultato di una forma insediativa più diffusa. Ci chiediamo, pertanto se le trame attuali non siano altro che effetto di un costante indebolimento di una gerarchia urbana già incompleta e storicamente frammentata. Attraverso l'analisi di indicatori demografici e macro-economicima, soprattutto, attraverso la lettura dei risultati raggiunti mediante l'applicazione alla ricerca di un ipotetico "reticolo" con cui dimostrare, da un lato, il consolidarsi di processi di forte interrelazione all'interno del sistema insediativo della Valle e, dall'altro, l'avvenuta apertura verso contesti esterni di un'area -prevalentemente montuosa e collinare- che, almeno parzialmente, si è sempre dimostrata chiusa rispetto alla rete delle relazioni territoriali a scala più ampia.
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