L'articolo affronta il significato estetico e filosofico del "Pygmalion et Galathée" di Anne-Louis Girodet, esposto al Salon del 1819, contemporaneamente alla Zattera della Medusa di Géricault. L'opera ruota attorno alla nozione neoclassica di "illusione" e propone una visione della pittura opposta a quella di Géricault: l'ideale di una bellezza incorrotta e sottratta dal tempo e dal male della storia. Ma nell'opera c'è anche una vena nostalgica che tradisce la fine della fede nei valori neoclassici di bello ed equilibrio. l'opera è analizzata anche alla luce della contraddittoria carriera del pittore.

Le Pygmalion et Galathée de Girodet ou l'éloge funèbre du néoclassicisme

Chiara Savettieri
2019

Abstract

L'articolo affronta il significato estetico e filosofico del "Pygmalion et Galathée" di Anne-Louis Girodet, esposto al Salon del 1819, contemporaneamente alla Zattera della Medusa di Géricault. L'opera ruota attorno alla nozione neoclassica di "illusione" e propone una visione della pittura opposta a quella di Géricault: l'ideale di una bellezza incorrotta e sottratta dal tempo e dal male della storia. Ma nell'opera c'è anche una vena nostalgica che tradisce la fine della fede nei valori neoclassici di bello ed equilibrio. l'opera è analizzata anche alla luce della contraddittoria carriera del pittore.
Savettieri, Chiara
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11568/1024522
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