Il meccanismo concepito dal Legislatore per raggiungere l’obiettivo della riduzione del numero degli organismi a partecipazione pubblica operanti con il modello societario non ha portato ai risultati sperati; per le medesime ragioni, questi ultimi molto probabilmente non saranno raggiunti nemmeno a esito delle razionalizzazioni periodiche di partecipazioni di cui all’art. 20 del TUSP che, come vedremo, si basa su presupposti analoghi. Un aspetto di indubbio interesse, per operatori e studiosi, è quello riconducibile alle eventuali conseguenze sanzionatorie connesse all’adozione dei provvedimenti di specie che risultino, però, conformi rispetto ai parametri quantitativi dettati dalla normativa (fatturato minimo, numero di dipendenti in rapporto al numero di amministratori, perdite protratte per più esercizi, ecc.). In pratica parliamo di enti, distinguendo tra un numero di abitanti inferiore e superiore a 5.000 abitanti, che adottano i provvedimenti di specie, ma che delibera il mantenimento di partecipazioni le quali, sulla base di tali parametri, andrebbero invece alienate e comunque dismesse o razionalizzate.

Partecipate: la non conformità ai parametri dettati dal TUSP e il ruolo della Corte dei conti

Iacopo Cavallini;Maria Orsetti
2020-01-01

Abstract

Il meccanismo concepito dal Legislatore per raggiungere l’obiettivo della riduzione del numero degli organismi a partecipazione pubblica operanti con il modello societario non ha portato ai risultati sperati; per le medesime ragioni, questi ultimi molto probabilmente non saranno raggiunti nemmeno a esito delle razionalizzazioni periodiche di partecipazioni di cui all’art. 20 del TUSP che, come vedremo, si basa su presupposti analoghi. Un aspetto di indubbio interesse, per operatori e studiosi, è quello riconducibile alle eventuali conseguenze sanzionatorie connesse all’adozione dei provvedimenti di specie che risultino, però, conformi rispetto ai parametri quantitativi dettati dalla normativa (fatturato minimo, numero di dipendenti in rapporto al numero di amministratori, perdite protratte per più esercizi, ecc.). In pratica parliamo di enti, distinguendo tra un numero di abitanti inferiore e superiore a 5.000 abitanti, che adottano i provvedimenti di specie, ma che delibera il mantenimento di partecipazioni le quali, sulla base di tali parametri, andrebbero invece alienate e comunque dismesse o razionalizzate.
Cavallini, Iacopo; Orsetti, Maria
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11568/1038060
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