This contribution aims to reconstruct the Gramsci's influence in the works of Zygmunt Bauman. From this starting point, it examines the critical reworking of Marxism carried out by the two scholars, who are strongly refractory to any form of the rigidity concerning Marxist positions and attentive to grasping the profound contradictions of the social dynamics. In the reading of social processes, the intensely problematic, sometimes dramatic, human factor penetrates everywhere and provides Gramsci with an anti-dogmatic attitude that can be placed at the base of a sociological perspective "committed" in which the option for social justice and the emancipation of subordinate groups are essential political actions. Bauman takes this orientation, it does so precisely in the framework of a tireless "ethical activism" and in the definition of ever new challenges for humanity. Following the red thread that connects Bauman to Gramsci configures as a useful analytical exercise, that it is of particular value for a renewed and unconventional critical sociology of emancipation.

Il presente contributo si interroga sul portato gramsciano nell’opera di Zygmunt Bauman. In tal senso, prende in esame la rielaborazione critica del marxismo operata dai due studiosi, fortemente refrattari ad ogni forma di irrigidimento delle posizioni marxiane e attenti a cogliere le profonde contraddizioni nel divenire delle realtà sociali. Nella lettura dei processi sociali, il fattore umano intensamente problematico, talvolta drammatico, penetra ovunque e fornisce a Gramsci quell'attitudine anti dogmatica che può essere posta alla base di una prospettiva sociologica “impegnata” in cui l’opzione per la giustizia sociale e l’emancipazione dei gruppi subalterni risultano essere azioni politiche imprescindibili. Bauman recepisce questo orientamento, lo fa proprio nel quadro di un instancabile «attivismo etico» e nella definizione di sempre nuove sfide per l’umanità. Seguire il filo rosso che collega Bauman a Gramsci si configura come un esercizio analitico di particolare valore per una rinnovata e non convenzionale sociologia critica dell’emancipazione.

Antonio Gramsci e Zygmunt Bauman. Note per una riflessione su Marxismo antidogmatico e sociologia dell’emancipazione

Pastore Gerardo
2020-01-01

Abstract

Il presente contributo si interroga sul portato gramsciano nell’opera di Zygmunt Bauman. In tal senso, prende in esame la rielaborazione critica del marxismo operata dai due studiosi, fortemente refrattari ad ogni forma di irrigidimento delle posizioni marxiane e attenti a cogliere le profonde contraddizioni nel divenire delle realtà sociali. Nella lettura dei processi sociali, il fattore umano intensamente problematico, talvolta drammatico, penetra ovunque e fornisce a Gramsci quell'attitudine anti dogmatica che può essere posta alla base di una prospettiva sociologica “impegnata” in cui l’opzione per la giustizia sociale e l’emancipazione dei gruppi subalterni risultano essere azioni politiche imprescindibili. Bauman recepisce questo orientamento, lo fa proprio nel quadro di un instancabile «attivismo etico» e nella definizione di sempre nuove sfide per l’umanità. Seguire il filo rosso che collega Bauman a Gramsci si configura come un esercizio analitico di particolare valore per una rinnovata e non convenzionale sociologia critica dell’emancipazione.
Pastore, Gerardo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11568/1048403
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