L’intensa, e per molti versi travolgente, esperienza vissuta dai giovani volontari che dalla Toscana si diressero sui campi lombardi nella primavera del 1848 venne raccontata da molti protagonisti in appassionati scambi epistolari, che si sono rivelati forieri di fecondi spunti di comprensione per gli studiosi. L’importante complesso di fonti costituito dalle lettere scritte dai volontari in marcia continua a regalare documenti mai portati alla luce in precedenza, come nel caso che verrà preso in esame in questo contributo, ove si analizzano le missive inviate dallo studente pisano Giovanni Battista Sarteschi, milite del Battaglione universitario toscano originario di Fivizzano rimasto ferito sui campi di Curtatone. Anche la vicenda personale di Sarteschi, come quella di molti altri partecipanti alla spedizione, fornisce informazioni e suggestioni che esulano dalla mera dimensione privata ed individuale, facendo affiorare utili elementi di valutazione di portata generale. L’esperienza vissuta dal giovane fivizzanese negli anni del “biennio riformatore”, infatti, fa agevolmente comprendere come quello snodo storico-politico abbia costituito per alcune personalità, e per le famiglie di appartenenza, una decisiva occasione per il consolidamento del proprio ruolo sociale. Attraverso il caso in questione, oltre alle dinamiche innescate dalla prospettiva della fine dell’egemonia asburgica nella penisola, è possibile cogliere interessanti risvolti determinati dalla peculiare situazione venutasi a creare negli stati dell’Italia centrale nell’area tosco-emiliana.

Volontarismo, epopea patriottica, ascesa sociale: spunti dalle lettere inedite di un «milite universitario»

Breccia A.
2020

Abstract

L’intensa, e per molti versi travolgente, esperienza vissuta dai giovani volontari che dalla Toscana si diressero sui campi lombardi nella primavera del 1848 venne raccontata da molti protagonisti in appassionati scambi epistolari, che si sono rivelati forieri di fecondi spunti di comprensione per gli studiosi. L’importante complesso di fonti costituito dalle lettere scritte dai volontari in marcia continua a regalare documenti mai portati alla luce in precedenza, come nel caso che verrà preso in esame in questo contributo, ove si analizzano le missive inviate dallo studente pisano Giovanni Battista Sarteschi, milite del Battaglione universitario toscano originario di Fivizzano rimasto ferito sui campi di Curtatone. Anche la vicenda personale di Sarteschi, come quella di molti altri partecipanti alla spedizione, fornisce informazioni e suggestioni che esulano dalla mera dimensione privata ed individuale, facendo affiorare utili elementi di valutazione di portata generale. L’esperienza vissuta dal giovane fivizzanese negli anni del “biennio riformatore”, infatti, fa agevolmente comprendere come quello snodo storico-politico abbia costituito per alcune personalità, e per le famiglie di appartenenza, una decisiva occasione per il consolidamento del proprio ruolo sociale. Attraverso il caso in questione, oltre alle dinamiche innescate dalla prospettiva della fine dell’egemonia asburgica nella penisola, è possibile cogliere interessanti risvolti determinati dalla peculiare situazione venutasi a creare negli stati dell’Italia centrale nell’area tosco-emiliana.
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