Alla fine della Py. I le diverse esortazioni rivolte da Pindaro a Ierone hanno un denominatore comune che è l’obbiettivo a cui sono finalizzate, il conseguimento della fama, intesa soprattutto come gloria che sopravvive nel tempo, per la quale è indispensabile la mediazione del poeta. In questa prospettiva, il dativo di v. 94 (kai logiois kai aoidois) non deve essere inteso come complemento di termine ma come strumentale, in quanto il poeta non è il destinatario del messaggio della fama ma è il tramite di una rinomanza duratura che trascende anche i confini della morte. Questa interpretazione trova un sostegno decisivo in Ne. VI 29-30 dove è espresso in forma attiva lo stesso concetto ma in presenza del binomio aoidoi kai logoi che risulta essere un fortunatissimo emendamento della lezione tradita aoidoi kai logioi, introdotto metri causa. In realtà si può proporre il recupero del testo tradito ammettendo un caso di responsione libera nella base del gliconeo, che è fenomeno che si riscontra anche in altri passi pindarici.

Interpretazione e restauro testuale in Pindaro PY. I, 90-92 e NE. VI, 30-32

CALABRESE DE FEO, MARIA RAFFAELLA
1987-01-01

Abstract

Alla fine della Py. I le diverse esortazioni rivolte da Pindaro a Ierone hanno un denominatore comune che è l’obbiettivo a cui sono finalizzate, il conseguimento della fama, intesa soprattutto come gloria che sopravvive nel tempo, per la quale è indispensabile la mediazione del poeta. In questa prospettiva, il dativo di v. 94 (kai logiois kai aoidois) non deve essere inteso come complemento di termine ma come strumentale, in quanto il poeta non è il destinatario del messaggio della fama ma è il tramite di una rinomanza duratura che trascende anche i confini della morte. Questa interpretazione trova un sostegno decisivo in Ne. VI 29-30 dove è espresso in forma attiva lo stesso concetto ma in presenza del binomio aoidoi kai logoi che risulta essere un fortunatissimo emendamento della lezione tradita aoidoi kai logioi, introdotto metri causa. In realtà si può proporre il recupero del testo tradito ammettendo un caso di responsione libera nella base del gliconeo, che è fenomeno che si riscontra anche in altri passi pindarici.
1987
CALABRESE DE FEO, MARIA RAFFAELLA
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