Fire is one of the anthropogenic factors that, in the last 10,000 years, has contributed most to the definition of natural and forest landscapes in the Mediterranean basin. In this temporal context, forest fires continue to be among the main factors of ecological disturbance in Mediterranean environments, leading to a conditioning of the vegetation landscape, with a selective pressure on the species and consequently preventing the natural homeostasis. Although the vegetation traversed by the fire tends to a “self-succession”, incendiary events repeated at a more or less close distance tend to simplify phytocoenoses from a florist-physiognomic point of view and to keep the plant communities in degraded serial stages, far from the potential plant landscape. This fact is in any case conditioned by the pre-fire vegetation and his degree of naturality. In this context and for these reasons, the dynamics of regeneration of vegetation in an area of Monte Pisano affected by a vast fire in 2009 was investigated. The pre-fire forest area was mainly hit by a Pinus pinaster forest, within, in part, a consistent population of Quercus suber and, in part, from patches of Ericaceae spots deriving from fires of previous years (1978, 1993). 22 phytosociological surveys carried out in 2018, were compared with each other and with 6 surveys carried out in the spring immediately after the fire (2010). Anyway, all were compared with pre-fire surveys in 2000. The results showed: 1- the presence of three distinct post-fire vegetation types (pinewood, Ericaceae scrub, cork scrub) in any case due to the pre-fire vegetation but with new coverage of dominant species; 2- repeated fires favor the active pyrophytes species with vegetative regeneration (Arbutus unedo, Erica arborea, Myrtus communis, Phillyrea angustifolia) and passive species such as Q. suber, determining, on the contrary, the rarefaction of active pyrophites such as P. pinaster, normally favored, instead, in the case of fires with spaced return times; 3- the plant landscape of the area appears to be largely conditioned by a historical series of fires, such as to rarely highlight strips of potential natural vegetation. Il fuoco rappresenta uno dei fattori antropogenici che, negli ultimi 10.000 anni, ha maggiormente contribuito alla definizione dei paesaggi naturali e forestali nel bacino del Mediterraneo. In questo contesto temporale, gli incendi boschivi continuano ad essere fra i principali fattori di disturbo ecologico negli ambienti mediterranei, determinando un condizionamento dell’assetto del paesaggio vegetale, con una pressione selettiva sulle specie e impedendo conseguentemente la naturale omeostasi. Sebbene la vegetazione percorsa dal fuoco tenda ad una “autosuccessione”, eventi incendiari ripetuti a distanza più o meno ravvicinata tendono a semplificare le fitocenosi dal punto di vista fisionomico-floristico e a mantenere le comunità vegetali in stadi seriali degradati, distanti dal paesaggio vegetale potenziale. Tutto ciò è in ogni caso condizionato dal tipo e dal grado di naturalità della vegetazione preesistente al fuoco. In questo contesto e per questi motivi, è stata indagata la dinamica di rigenerazione della vegetazione di un’area del Monte Pisano interessata da un vasto incendio nel 2009. L’area forestale pre-incendio era prevalentemente investita da una pineta a Pinus pinaster, entro cui, in parte, si sviluppava un consistente popolamento di Quercus suber e in parte da lembi di macchie a Ericaceae derivanti da incendi di anni precedenti (1978, 1993). Sono stati messi a confronto 22 rilevamenti fitosociologici effettuati nel 2018, tra loro e con 6 rilevamenti effettuati la primavera immediatamente successiva all’incendio (2010) e comparati con i rilevamenti pre-incendio del 2000. I risultati hanno evidenziato: 1- la presenza di tre distinte tipologie vegetazionali post-incendio (pineta, macchia ad ericacee, macchia a sughera) in ogni caso riconducibili all’assetto vegetazionale pre-incendio ma con coperture delle specie dominanti mutate; 2- incendi ripetuti favoriscono le specie pirofite attive con ricaccio vegetativo (Arbutus unedo, Erica arborea, Myrtus communis, Phillyrea angustifolia) e passive quale Q. suber, determinando al contrario la rarefazione di pirofite attive quale P. pinaster, normalmente avvantaggiata nel caso di incendi con tempi di ritorno distanziati; 3- il paesaggio vegetale dell’area appare in larga misura condizionato da una serie storica di incendi, tale da evidenziare solo raramente lembi di vegetazione potenziale

Paesaggio forestale e incendi in aree forestali del Monte Pisano: il caso di studio della Valle di Crespignano (PI) - Toscana nord-occidentale

Bertacchi, Andrea
Primo
Investigation
;
Borgia, Davide
Data Curation
2020-01-01

Abstract

Fire is one of the anthropogenic factors that, in the last 10,000 years, has contributed most to the definition of natural and forest landscapes in the Mediterranean basin. In this temporal context, forest fires continue to be among the main factors of ecological disturbance in Mediterranean environments, leading to a conditioning of the vegetation landscape, with a selective pressure on the species and consequently preventing the natural homeostasis. Although the vegetation traversed by the fire tends to a “self-succession”, incendiary events repeated at a more or less close distance tend to simplify phytocoenoses from a florist-physiognomic point of view and to keep the plant communities in degraded serial stages, far from the potential plant landscape. This fact is in any case conditioned by the pre-fire vegetation and his degree of naturality. In this context and for these reasons, the dynamics of regeneration of vegetation in an area of Monte Pisano affected by a vast fire in 2009 was investigated. The pre-fire forest area was mainly hit by a Pinus pinaster forest, within, in part, a consistent population of Quercus suber and, in part, from patches of Ericaceae spots deriving from fires of previous years (1978, 1993). 22 phytosociological surveys carried out in 2018, were compared with each other and with 6 surveys carried out in the spring immediately after the fire (2010). Anyway, all were compared with pre-fire surveys in 2000. The results showed: 1- the presence of three distinct post-fire vegetation types (pinewood, Ericaceae scrub, cork scrub) in any case due to the pre-fire vegetation but with new coverage of dominant species; 2- repeated fires favor the active pyrophytes species with vegetative regeneration (Arbutus unedo, Erica arborea, Myrtus communis, Phillyrea angustifolia) and passive species such as Q. suber, determining, on the contrary, the rarefaction of active pyrophites such as P. pinaster, normally favored, instead, in the case of fires with spaced return times; 3- the plant landscape of the area appears to be largely conditioned by a historical series of fires, such as to rarely highlight strips of potential natural vegetation. Il fuoco rappresenta uno dei fattori antropogenici che, negli ultimi 10.000 anni, ha maggiormente contribuito alla definizione dei paesaggi naturali e forestali nel bacino del Mediterraneo. In questo contesto temporale, gli incendi boschivi continuano ad essere fra i principali fattori di disturbo ecologico negli ambienti mediterranei, determinando un condizionamento dell’assetto del paesaggio vegetale, con una pressione selettiva sulle specie e impedendo conseguentemente la naturale omeostasi. Sebbene la vegetazione percorsa dal fuoco tenda ad una “autosuccessione”, eventi incendiari ripetuti a distanza più o meno ravvicinata tendono a semplificare le fitocenosi dal punto di vista fisionomico-floristico e a mantenere le comunità vegetali in stadi seriali degradati, distanti dal paesaggio vegetale potenziale. Tutto ciò è in ogni caso condizionato dal tipo e dal grado di naturalità della vegetazione preesistente al fuoco. In questo contesto e per questi motivi, è stata indagata la dinamica di rigenerazione della vegetazione di un’area del Monte Pisano interessata da un vasto incendio nel 2009. L’area forestale pre-incendio era prevalentemente investita da una pineta a Pinus pinaster, entro cui, in parte, si sviluppava un consistente popolamento di Quercus suber e in parte da lembi di macchie a Ericaceae derivanti da incendi di anni precedenti (1978, 1993). Sono stati messi a confronto 22 rilevamenti fitosociologici effettuati nel 2018, tra loro e con 6 rilevamenti effettuati la primavera immediatamente successiva all’incendio (2010) e comparati con i rilevamenti pre-incendio del 2000. I risultati hanno evidenziato: 1- la presenza di tre distinte tipologie vegetazionali post-incendio (pineta, macchia ad ericacee, macchia a sughera) in ogni caso riconducibili all’assetto vegetazionale pre-incendio ma con coperture delle specie dominanti mutate; 2- incendi ripetuti favoriscono le specie pirofite attive con ricaccio vegetativo (Arbutus unedo, Erica arborea, Myrtus communis, Phillyrea angustifolia) e passive quale Q. suber, determinando al contrario la rarefazione di pirofite attive quale P. pinaster, normalmente avvantaggiata nel caso di incendi con tempi di ritorno distanziati; 3- il paesaggio vegetale dell’area appare in larga misura condizionato da una serie storica di incendi, tale da evidenziare solo raramente lembi di vegetazione potenziale
2020
Bertacchi, Andrea; Borgia, Davide
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