Il Settecento è l’epoca dei materialismi: categoria tutt’altro che univoca, ogni materialismo si definisce in relazione a una specifica idea di materia e a differenti processi di legittimazione (chimico-fisici, medici, filosofici), spesso tra loro incompatibili. È alla materia come finzione originaria in Diderot che è dedicato questo articolo. La questione dell’origine della materia costituisce il punto cieco archimedeo sul quale Diderot costruisce il suo tentativo di indagine del reale. A partire da un’intelligenza che conosce attraverso un corpo sempre situato in contesto, la materia sembra rivelarsi come la finzione originaria – senso presupposto che fa scaturire nuovo senso – a partire dal quale tutto il processo conoscitivo diderottiano si attiva. Il presente articolo interroga allora i modi nei quali Diderot, recuperando e interpretando Leibniz e la chimica settecentesca, dà origine a un’idea di monade materialista e ne descrive il funzionamento organico a partire da un binomio concettuale e funzionale. Il binomio vivo /morto, recuperato dalle indagini sulle vis viva e la vis morta, costituisce infatti un dispositivo di interrogazione del reale che descrive una natura ora continua ora contigua, che utilizza forme funzionali analoghe a livelli di attivazione e di organizzazione differente del reale.

La finzione delle origini: Diderot e la materia

Matteo Marcheschi
2021-01-01

Abstract

Il Settecento è l’epoca dei materialismi: categoria tutt’altro che univoca, ogni materialismo si definisce in relazione a una specifica idea di materia e a differenti processi di legittimazione (chimico-fisici, medici, filosofici), spesso tra loro incompatibili. È alla materia come finzione originaria in Diderot che è dedicato questo articolo. La questione dell’origine della materia costituisce il punto cieco archimedeo sul quale Diderot costruisce il suo tentativo di indagine del reale. A partire da un’intelligenza che conosce attraverso un corpo sempre situato in contesto, la materia sembra rivelarsi come la finzione originaria – senso presupposto che fa scaturire nuovo senso – a partire dal quale tutto il processo conoscitivo diderottiano si attiva. Il presente articolo interroga allora i modi nei quali Diderot, recuperando e interpretando Leibniz e la chimica settecentesca, dà origine a un’idea di monade materialista e ne descrive il funzionamento organico a partire da un binomio concettuale e funzionale. Il binomio vivo /morto, recuperato dalle indagini sulle vis viva e la vis morta, costituisce infatti un dispositivo di interrogazione del reale che descrive una natura ora continua ora contigua, che utilizza forme funzionali analoghe a livelli di attivazione e di organizzazione differente del reale.
Marcheschi, Matteo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11568/1125607
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