Nel terzo quarto del Settecento il mercato europeo dell’editoria visuale è invaso da ritratti di George Washington, nominato nel giugno 1775 comandante in capo del Continental Army dal secondo congresso americano riunito a Philadelphia. Benché in precedenza noto al di qua dell’Atlantico in una luce tutt’altro che positiva per aver scambiato per una spia e fatto giustiziare un ufficiale francese protetto dalla bandiera bianca durante la Guerra dei Sette Anni, il nuovo Washington rivoluzionario e combattente della libertà si affianca rapidamente a Benjamin Franklin come rappresentate iconico delle tredici colonie insorte. La moltiplicazione dei profili di fantasia di Washington non risponde soltanto all’esigenza di popolarizzarne la figura fornendo materialità visuale ai resoconti delle gazzette e degli «americani» come La Fayette o – nello spazio italico – Carlo Bellini e Filippo Mazzei, ma anche di personificare la repubblica attraverso tecniche e pose tipiche della monarchical portraiture e di assimilare così il nuovo regime americano e il suo eroe allo stile e alle convenzioni dell’antico regime, agevolandone le relazioni diplomatiche con le corti europee.

Immaginare (e vendere) Washington al di qua dell’Atlantico, 1775-1782

Fruci, Gian Luca
Writing – Review & Editing
2021-01-01

Abstract

Nel terzo quarto del Settecento il mercato europeo dell’editoria visuale è invaso da ritratti di George Washington, nominato nel giugno 1775 comandante in capo del Continental Army dal secondo congresso americano riunito a Philadelphia. Benché in precedenza noto al di qua dell’Atlantico in una luce tutt’altro che positiva per aver scambiato per una spia e fatto giustiziare un ufficiale francese protetto dalla bandiera bianca durante la Guerra dei Sette Anni, il nuovo Washington rivoluzionario e combattente della libertà si affianca rapidamente a Benjamin Franklin come rappresentate iconico delle tredici colonie insorte. La moltiplicazione dei profili di fantasia di Washington non risponde soltanto all’esigenza di popolarizzarne la figura fornendo materialità visuale ai resoconti delle gazzette e degli «americani» come La Fayette o – nello spazio italico – Carlo Bellini e Filippo Mazzei, ma anche di personificare la repubblica attraverso tecniche e pose tipiche della monarchical portraiture e di assimilare così il nuovo regime americano e il suo eroe allo stile e alle convenzioni dell’antico regime, agevolandone le relazioni diplomatiche con le corti europee.
Fruci, Gian Luca
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