La mostra dal titolo «Beyond Babylon: Art, Trade, and Diplomacy in the Second Millennium B.C.», organizzata presso il Metropolitan Museum of Art in New York nel 2008, aveva offerto la possibilità di illustrare attraverso un’accurata selezione di oggetti il fenomeno di interazione tra le varie culture del Mediterraneo orientale (dal Vicino Oriente all’Egitto e la Nubia) durante il secondo millennio a.C. Tali connessioni del resto erano già ben note soprattutto a partire dal Tardo Bronzo (seconda metà del secondo millennio a.C.). La mostra aveva però cercato di scavare alle origini di queste interconnessioni, andando a tracciare gli scambi commerciali, culturali ed istituzionali che a partire dagli inizi del secondo millennio a.C. avevano creato un fenomeno di pre-‘globalizzazione’. Le tracce materiali di questo fenomeno identificate per la prima metà del secondo millennio non sono così numerose come per il Tardo Bronzo, tuttavia è possibile identificare un preciso momento in cui questa circolazione di oggetti, persone ed idee è rimasta ben cristallizzata nei resti archeologici. Alla fine del Medio Bronzo (c. 1710–1550 a.C.), in due macro aree apparentemente non in diretto contatto tra di loro (se non tramite l’Egitto stesso), la Nubia (Sudan) e il Nord Levante (Libano e Siria), sono stati trovati una serie di manufatti di origine egiziana (o di chiara ispirazione egiziana) riciclati e riusati come parte dei corredi dei sovrani o delle classi egemoniche locali. La peculiarità di tale fenomeno, di per sé non tanto inusuale, è che in tutte e due le aree si trattava prevalentemente di materiale datato ad uno o due secoli prima, ovvero appartenente al tardo Medio Regno (c. 1850–1750 a.C.: tra la fine della XII dinastia e la prima metà della XIII dinastia). Due siti chiave hanno conservato una traccia ben evidente di questo fenomeno: Biblo e Kerma.

La circolazione dei manufatti egiziani dalla Nubia al Nord Levante alla fine del Medio Bronzo (1710–1550 a.C.)

Gianluca Miniaci
2022-01-01

Abstract

La mostra dal titolo «Beyond Babylon: Art, Trade, and Diplomacy in the Second Millennium B.C.», organizzata presso il Metropolitan Museum of Art in New York nel 2008, aveva offerto la possibilità di illustrare attraverso un’accurata selezione di oggetti il fenomeno di interazione tra le varie culture del Mediterraneo orientale (dal Vicino Oriente all’Egitto e la Nubia) durante il secondo millennio a.C. Tali connessioni del resto erano già ben note soprattutto a partire dal Tardo Bronzo (seconda metà del secondo millennio a.C.). La mostra aveva però cercato di scavare alle origini di queste interconnessioni, andando a tracciare gli scambi commerciali, culturali ed istituzionali che a partire dagli inizi del secondo millennio a.C. avevano creato un fenomeno di pre-‘globalizzazione’. Le tracce materiali di questo fenomeno identificate per la prima metà del secondo millennio non sono così numerose come per il Tardo Bronzo, tuttavia è possibile identificare un preciso momento in cui questa circolazione di oggetti, persone ed idee è rimasta ben cristallizzata nei resti archeologici. Alla fine del Medio Bronzo (c. 1710–1550 a.C.), in due macro aree apparentemente non in diretto contatto tra di loro (se non tramite l’Egitto stesso), la Nubia (Sudan) e il Nord Levante (Libano e Siria), sono stati trovati una serie di manufatti di origine egiziana (o di chiara ispirazione egiziana) riciclati e riusati come parte dei corredi dei sovrani o delle classi egemoniche locali. La peculiarità di tale fenomeno, di per sé non tanto inusuale, è che in tutte e due le aree si trattava prevalentemente di materiale datato ad uno o due secoli prima, ovvero appartenente al tardo Medio Regno (c. 1850–1750 a.C.: tra la fine della XII dinastia e la prima metà della XIII dinastia). Due siti chiave hanno conservato una traccia ben evidente di questo fenomeno: Biblo e Kerma.
2022
Miniaci, Gianluca
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11568/1166080
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