L’uso della comunicazione pubblicitaria ed il marketing comunicativo entrano a far parte in modo sistematico nella politica italiana a partire dai primi anni novanta (Testa, 2002; 2005). La pubblicità irrompe negli scenari massmediologici che ruotano attorno mondo della politica in modo del tutto nuovo ed articolato, riformulando radicalmente formati, modalità e dinamiche comunicative le cui peculiarità attraggono gli interessi di ricerca di un numero sempre crescente di studiosi, ricercatori e professionisti in questo settore di studi ed applicazioni. La politica “comunica” verso il cittadino-elettore il quale è esposto, e risponde, valutando la rilevanza personale e/o sociale dell’oggetto su cui si trasmette il messaggio, sia essa una proposta di Legge oppure un comunicato ufficiale emesso da un Ente Pubblico o una carica Istituzionale. Il commitment politico tipico della fonte della comunicazione (Aiello, Angelastro, 2008), si caratterizza in base alla salienza del differente rapporto identitario con l’ambito politico. Per essere più chiari, potremmo pensare a due ipotetici estremi su cui collocare, da un lato, il singolo Deputato o l’ufficio stampa della coalizione/partito a cui egli appartiene, vs., dall’altro lato, organi di informazione “per definizione” distaccati, disinteressati ed indipendenti - si pensi ad un’agenzia stampa, come l’ANSA, che emette un annuncio informativo su una nuova Legge emanata dal Parlamento-. Tra questi due “poli” categoriali trovano collocazione le diverse intensità del commitment politico che hanno ricadute sul dire/sentire politico, rappresentazioni, valutazioni, opinioni ed orientamenti di giudizio integrativi od oppositivi che alla politica vengono ricondotti e da questa traggono origine (Aiello, Angelastro, 2005). Sulla base di questa dinamica ricerchiamo le diverse caratterizzazioni che intercorrono nelle interazioni quotidiane tra le persone e gruppi su “argomenti” politici – si pensi, ad esempio, ad una disputa tra due o più persone sul varo della nuova Legge di riordino del nostro sistema pensionistico – o le diversità, ideologiche ed identitarie, presenti nella variegata costellazione del sistema massmediale che conducono i differenti organi di informazione (stampa, televisione, internet etc) a costruire diverse versioni di una medesima realtà politica (Potter, 1996). In tutti i casi, per sua natura, la comunicazione politica si connota come una tipologia di comunicazione “continua” (per una disamina si veda: Mazzoleni, 2004), legata al vorticoso, quanto ineludibile, variare dei temi trattati dagli attori della politica (ad es. la guerra in Iraq, la Legge elettorale, etc) – da noi concettualizzato in altra sede come “political concern” Aiello, Angelastro, 2008) - che vede idealmente la consistenza, ampiezza e vitalità di questa comunicazione dipendente, comunque, dalla solidità del regime democratico che caratterizza l’assetto societario in cui viene socializzata (Aiello, Angelastro, 2008b).

COMUNICAZIONE PUBBLICITARIA ED ELEZIONI POLITICHE ITALIANE 2006: IL CASO DE "LA MARGHERITA"

AIELLO, ANTONIO;
2008

Abstract

L’uso della comunicazione pubblicitaria ed il marketing comunicativo entrano a far parte in modo sistematico nella politica italiana a partire dai primi anni novanta (Testa, 2002; 2005). La pubblicità irrompe negli scenari massmediologici che ruotano attorno mondo della politica in modo del tutto nuovo ed articolato, riformulando radicalmente formati, modalità e dinamiche comunicative le cui peculiarità attraggono gli interessi di ricerca di un numero sempre crescente di studiosi, ricercatori e professionisti in questo settore di studi ed applicazioni. La politica “comunica” verso il cittadino-elettore il quale è esposto, e risponde, valutando la rilevanza personale e/o sociale dell’oggetto su cui si trasmette il messaggio, sia essa una proposta di Legge oppure un comunicato ufficiale emesso da un Ente Pubblico o una carica Istituzionale. Il commitment politico tipico della fonte della comunicazione (Aiello, Angelastro, 2008), si caratterizza in base alla salienza del differente rapporto identitario con l’ambito politico. Per essere più chiari, potremmo pensare a due ipotetici estremi su cui collocare, da un lato, il singolo Deputato o l’ufficio stampa della coalizione/partito a cui egli appartiene, vs., dall’altro lato, organi di informazione “per definizione” distaccati, disinteressati ed indipendenti - si pensi ad un’agenzia stampa, come l’ANSA, che emette un annuncio informativo su una nuova Legge emanata dal Parlamento-. Tra questi due “poli” categoriali trovano collocazione le diverse intensità del commitment politico che hanno ricadute sul dire/sentire politico, rappresentazioni, valutazioni, opinioni ed orientamenti di giudizio integrativi od oppositivi che alla politica vengono ricondotti e da questa traggono origine (Aiello, Angelastro, 2005). Sulla base di questa dinamica ricerchiamo le diverse caratterizzazioni che intercorrono nelle interazioni quotidiane tra le persone e gruppi su “argomenti” politici – si pensi, ad esempio, ad una disputa tra due o più persone sul varo della nuova Legge di riordino del nostro sistema pensionistico – o le diversità, ideologiche ed identitarie, presenti nella variegata costellazione del sistema massmediale che conducono i differenti organi di informazione (stampa, televisione, internet etc) a costruire diverse versioni di una medesima realtà politica (Potter, 1996). In tutti i casi, per sua natura, la comunicazione politica si connota come una tipologia di comunicazione “continua” (per una disamina si veda: Mazzoleni, 2004), legata al vorticoso, quanto ineludibile, variare dei temi trattati dagli attori della politica (ad es. la guerra in Iraq, la Legge elettorale, etc) – da noi concettualizzato in altra sede come “political concern” Aiello, Angelastro, 2008) - che vede idealmente la consistenza, ampiezza e vitalità di questa comunicazione dipendente, comunque, dalla solidità del regime democratico che caratterizza l’assetto societario in cui viene socializzata (Aiello, Angelastro, 2008b).
Aiello, Antonio; Angelastro, A.
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