La razza suina Cinta Senese costituisce uno degli esempi più interessanti del buon esito di un’operazione di salvaguardia del germoplasma animale autoctono e testimonia il forte collegamento fra razze rustiche, allevamento estensivo e prodotti tipici. La razza viene infatti allevata, di regola, in condizioni estensive, spesso con utilizzo di pascolo in bosco, che consentono di sfruttare risorse altrimenti inutilizzate, di disperdere le deiezioni sul territorio, di fornire un prodotto che assume una connotazione di “naturalità” e “genuinità”. Per ovvii motivi i suini di questa razza vengono allevati con modalità estremamente diversificate che vanno da sistemi che, pur realizzati all’aperto, prevedono il totale apporto alimentare con concentrati aziendali o del commercio, a sistemi più estensivi che sconfinano nel brado dove l’ingrasso viene effettuato tramite le risorse spontanee prodotte dal bosco (castagne e ghiande). Se l’ingrassamento a base di concentrati è obbligato per i suini che vengono finiti nella stagione primaverile ed estiva, per cui il periodo della macellazione da solo identifica una determinata tipologia di prodotto, negli altri momenti dell’anno la situazione alimentare può diversificarsi in funzione del rapporto reciproco fra pabulum spontaneo e concentrati somministrati ad integrazione. Questo rapporto deriva da scelte che l’allevatore effettua in relazione alle richieste del mercato, al carico animale, all’ampiezza della superficie a disposizione ed alla produttività del bosco, a sua volta fortemente condizionata del clima. Il Dipartimento di Scienze Zootecniche dell’Università di Firenze, in collaborazione con il Dipartimento di Produzioni Animali dell’Università di Pisa, da tempo svolge studi sperimentali sulla Cinta Senese inerenti sia la caratterizzazione differenziale dei prodotti freschi e stagionati in funzione del sistema di allevamento-alimentazione, sia l’identificazione di parametri oggettivi utili a collegare il prodotto finito alla sua origine. Di seguito si riporteranno alcuni risultati di prove sperimentali che hanno riguardato, in breve sintesi: Prova 1: confronto fra pascolo su querceto, pascolo su castagneto e allevamento in ambiente confinato con alimentazione a base di mangime commerciale. Prova 2: confronto tra castagna somministrata e mangime commerciale. Prova 3: confronto fra pascolo erbaceo e alimentazione a base di mangime commerciale.

L'ALLEVAMENTO ESTENSIVO E LA QUALITÀ DEI PRODOTTI: IL CASO DELLA CINTA SENESE

GIULIOTTI, LORELLA;
2008-01-01

Abstract

La razza suina Cinta Senese costituisce uno degli esempi più interessanti del buon esito di un’operazione di salvaguardia del germoplasma animale autoctono e testimonia il forte collegamento fra razze rustiche, allevamento estensivo e prodotti tipici. La razza viene infatti allevata, di regola, in condizioni estensive, spesso con utilizzo di pascolo in bosco, che consentono di sfruttare risorse altrimenti inutilizzate, di disperdere le deiezioni sul territorio, di fornire un prodotto che assume una connotazione di “naturalità” e “genuinità”. Per ovvii motivi i suini di questa razza vengono allevati con modalità estremamente diversificate che vanno da sistemi che, pur realizzati all’aperto, prevedono il totale apporto alimentare con concentrati aziendali o del commercio, a sistemi più estensivi che sconfinano nel brado dove l’ingrasso viene effettuato tramite le risorse spontanee prodotte dal bosco (castagne e ghiande). Se l’ingrassamento a base di concentrati è obbligato per i suini che vengono finiti nella stagione primaverile ed estiva, per cui il periodo della macellazione da solo identifica una determinata tipologia di prodotto, negli altri momenti dell’anno la situazione alimentare può diversificarsi in funzione del rapporto reciproco fra pabulum spontaneo e concentrati somministrati ad integrazione. Questo rapporto deriva da scelte che l’allevatore effettua in relazione alle richieste del mercato, al carico animale, all’ampiezza della superficie a disposizione ed alla produttività del bosco, a sua volta fortemente condizionata del clima. Il Dipartimento di Scienze Zootecniche dell’Università di Firenze, in collaborazione con il Dipartimento di Produzioni Animali dell’Università di Pisa, da tempo svolge studi sperimentali sulla Cinta Senese inerenti sia la caratterizzazione differenziale dei prodotti freschi e stagionati in funzione del sistema di allevamento-alimentazione, sia l’identificazione di parametri oggettivi utili a collegare il prodotto finito alla sua origine. Di seguito si riporteranno alcuni risultati di prove sperimentali che hanno riguardato, in breve sintesi: Prova 1: confronto fra pascolo su querceto, pascolo su castagneto e allevamento in ambiente confinato con alimentazione a base di mangime commerciale. Prova 2: confronto tra castagna somministrata e mangime commerciale. Prova 3: confronto fra pascolo erbaceo e alimentazione a base di mangime commerciale.
Pugliese, C.; Sirtori, F.; Giuliotti, Lorella; Parenti, S.; D'Adorante, S.; Goracci, J.; Franci, O.
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