Da un breve esame delle decorazioni pavimentali musive di Venezia nei secoli IX e X risulta uno scarso numero di testimoninze sopravvissute. I mosaici di "S. Simeone e Giuda" (S. Simeone Piccolo) sono perduti; la chiesa dei Santi Vito e Modesto (S. Vio),è stata distrutta nel 1813; un mosaico datato al 938 , ritrovato nel 1834, quando fu demolita la chiesa di S. Salvatore a Murano, è anch'esso perduto. Restano oggi, due frammenti nella chiesa di S. Maria a Torcello; alcuni frammenti del pavimento di S. Pietro a Castello, datati in modo incerto dopo il secolo IX ma prima del secolo XI. La testimonianza più significativa è data dai frammenti ritrovati nell'area dove sorgeva la chiesa di S. Ilario, l'antica cappella dei Parteciapzi, donata ai monaci di S. Servolo. L'articolo parte dalla ricostruzione del contesto archeologico, ripercorre la storia della fondazione monastica, esamina le testimonianze degli scavi che hanno portato alla luce i mosaici e propone un'ipotesi ricostruttiva del tappeto musivo nel contesto dell'antica cappella del Partecipazi. Il lavoro propone inoltre un'inedita interpretazione dei mosaici basata sull'esame dell'iconografia e della funzione dei temi figurativa presenti nell'opera alla luce delle fonti coeve e delle evidenze storiche.

I mosaici altomedievali di Venezia e il monastero di S. Ilario. Orditi ‘venetico-carolingi’ di una koinè alto Adriatica

stefano riccioni
2017-01-01

Abstract

Da un breve esame delle decorazioni pavimentali musive di Venezia nei secoli IX e X risulta uno scarso numero di testimoninze sopravvissute. I mosaici di "S. Simeone e Giuda" (S. Simeone Piccolo) sono perduti; la chiesa dei Santi Vito e Modesto (S. Vio),è stata distrutta nel 1813; un mosaico datato al 938 , ritrovato nel 1834, quando fu demolita la chiesa di S. Salvatore a Murano, è anch'esso perduto. Restano oggi, due frammenti nella chiesa di S. Maria a Torcello; alcuni frammenti del pavimento di S. Pietro a Castello, datati in modo incerto dopo il secolo IX ma prima del secolo XI. La testimonianza più significativa è data dai frammenti ritrovati nell'area dove sorgeva la chiesa di S. Ilario, l'antica cappella dei Parteciapzi, donata ai monaci di S. Servolo. L'articolo parte dalla ricostruzione del contesto archeologico, ripercorre la storia della fondazione monastica, esamina le testimonianze degli scavi che hanno portato alla luce i mosaici e propone un'ipotesi ricostruttiva del tappeto musivo nel contesto dell'antica cappella del Partecipazi. Il lavoro propone inoltre un'inedita interpretazione dei mosaici basata sull'esame dell'iconografia e della funzione dei temi figurativa presenti nell'opera alla luce delle fonti coeve e delle evidenze storiche.
2017
Riccioni, Stefano
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11568/1293181
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