Obiettivo dell’articolo è di riflettere sul significato della concessione dell’isotimia, che vale letteralmente “uguaglianza di diritti”, e della sua associazione con la formula epigrafica pathontessi kai drasantessi (di seguito abbreviata in path-/dras-) nei decreti tessalici, e di esplorare il suo rapporto con altri onori concessi a benefattori stranieri, in particolare la cittadinanza. La prima parte del saggio si concentra sull’identificazione e l’analisi dei documenti in cui l’isotimia compare insieme alla formula path-/dras-. La seconda parte dell’articolo estende l’indagine ai documenti letterari ed epigrafici ritenuti utili per chiarire il valore dell’isotimia. La conclusione che se ne trae è che l’isotimia non è del tutto sinonimo di cittadinanza (nozione che la comprende), ma ne rappresenta piuttosto un attributo. L’isotimia rende esplicita una prerogativa che è intrinsecamente implicita nella naturalizzazione, ossia la possibilità per i cittadini naturalizzati di condividere i diritti che appartengono ai cittadini autoctoni. Combinata con la formula path-/dras-, l’isotimia indica l’uguaglianza dei diritti sia dal punto di vista attivo (ricoprire cariche pubbliche) sia da quello passivo (sottomettersi all’autorità dei magistrati).

Considerazioni su isotimia e cittadinanza in alcuni decreti tessalici

Loddo Laura
2024-01-01

Abstract

Obiettivo dell’articolo è di riflettere sul significato della concessione dell’isotimia, che vale letteralmente “uguaglianza di diritti”, e della sua associazione con la formula epigrafica pathontessi kai drasantessi (di seguito abbreviata in path-/dras-) nei decreti tessalici, e di esplorare il suo rapporto con altri onori concessi a benefattori stranieri, in particolare la cittadinanza. La prima parte del saggio si concentra sull’identificazione e l’analisi dei documenti in cui l’isotimia compare insieme alla formula path-/dras-. La seconda parte dell’articolo estende l’indagine ai documenti letterari ed epigrafici ritenuti utili per chiarire il valore dell’isotimia. La conclusione che se ne trae è che l’isotimia non è del tutto sinonimo di cittadinanza (nozione che la comprende), ma ne rappresenta piuttosto un attributo. L’isotimia rende esplicita una prerogativa che è intrinsecamente implicita nella naturalizzazione, ossia la possibilità per i cittadini naturalizzati di condividere i diritti che appartengono ai cittadini autoctoni. Combinata con la formula path-/dras-, l’isotimia indica l’uguaglianza dei diritti sia dal punto di vista attivo (ricoprire cariche pubbliche) sia da quello passivo (sottomettersi all’autorità dei magistrati).
2024
Loddo, RITA LAURA
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11568/1300967
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