Il quadro politico europeo ha visto negli ultimi anni una progressiva crescita elettorale in quasi tutti i Paesi dei partiti e movimenti cosiddetti “euroscettici”, fautori di un rafforzamento delle prerogative nazionali e fortemente critici nei confronti delle politiche di accoglienza migratoria, percepite come una minaccia all'identità e alla stabilità sociale dell'Europa. Particolarmente dirompente è il caso del partito Alternative für Deutschland, che alle elezioni federali del 2025 ha raggiunto il 20,8%, imponendosi come seconda forza politica in Germania, alle spalle dei cristiano-democratici. Analisti e critici hanno formulato diverse ipotesi sulle ragioni di questo successo, particolarmente evidente nelle regioni orientali del Paese, dove AfD è di gran lunga il primo partito. A prevalere sono soprattutto considerazioni socio-economiche legate alle modalità della riunificazione, nonché aspetti di psicologia sociale legati al passato socialista della DDR. Accanto a questi, però, c'è un ulteriore elemento legato alla coscienza di sé e al rapporto con la storia e l'identità nazionale che ha seguito percorsi molto diversi nella Germania occidentale e in quella orientale. Al centro ci sono la Prussia e il suo patrimonio che, per varie ragioni, sono stati paradossalmente preservati nella RDT molto più che nella Repubblica federale. Al maggiore sostegno dei cittadini orientali alle questioni legate alla sovranità e al senso di orgoglio nazionale contribuisce anche la diversa elaborazione dell'esperienza prussiana e delle cosiddette “virtù prussiane”, anche nei loro aspetti autoritari, nella RDT. Un ulteriore aspetto della “questione tedesca” che continua a condizionare il destino del continente.
“Prussiani rossi”. La tradizione prussiana e la DDR.
Giannotti
2025-01-01
Abstract
Il quadro politico europeo ha visto negli ultimi anni una progressiva crescita elettorale in quasi tutti i Paesi dei partiti e movimenti cosiddetti “euroscettici”, fautori di un rafforzamento delle prerogative nazionali e fortemente critici nei confronti delle politiche di accoglienza migratoria, percepite come una minaccia all'identità e alla stabilità sociale dell'Europa. Particolarmente dirompente è il caso del partito Alternative für Deutschland, che alle elezioni federali del 2025 ha raggiunto il 20,8%, imponendosi come seconda forza politica in Germania, alle spalle dei cristiano-democratici. Analisti e critici hanno formulato diverse ipotesi sulle ragioni di questo successo, particolarmente evidente nelle regioni orientali del Paese, dove AfD è di gran lunga il primo partito. A prevalere sono soprattutto considerazioni socio-economiche legate alle modalità della riunificazione, nonché aspetti di psicologia sociale legati al passato socialista della DDR. Accanto a questi, però, c'è un ulteriore elemento legato alla coscienza di sé e al rapporto con la storia e l'identità nazionale che ha seguito percorsi molto diversi nella Germania occidentale e in quella orientale. Al centro ci sono la Prussia e il suo patrimonio che, per varie ragioni, sono stati paradossalmente preservati nella RDT molto più che nella Repubblica federale. Al maggiore sostegno dei cittadini orientali alle questioni legate alla sovranità e al senso di orgoglio nazionale contribuisce anche la diversa elaborazione dell'esperienza prussiana e delle cosiddette “virtù prussiane”, anche nei loro aspetti autoritari, nella RDT. Un ulteriore aspetto della “questione tedesca” che continua a condizionare il destino del continente.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


