Artificial intelligence (AI) is rapidly transforming our world, offering new opportunities and challenges across various sectors, including education and the inclusion of people with disabilities. This article explores the role of AI in the context of complex disabilities, highlighting both its potential benefits and the risks associated with its use. Generative AI, capable of creating texts, music, and images based on simple prompts, represents a technological revolution. However, it tends to reproduce societal stereotypes, often overlooking the complexity and diversity of disabilities. People with complex disabilities risk being further marginalized by the idealized and inaccurate representations generated by AI. The integration of artificial intelligence (AI) in education raises crucial questions about methodologies, ethics, and inclusion. AI can be employed as a teaching tool, as an object of critical learning, or even as a system to be "educated" to ensure fairness and the absence of bias. The interdisciplinary perspective of AIED (Artificial Intelligence in Edu‐ cation) highlights the importance of dialogue between pedagogy and computer science to develop meaningful curricula. However, international guide‐ lines often overlook the concept of inclusion. A proposed revision of the five pillars of AI education includes, in addition to coding, critical thinking, and post‐AI humanism, a pillar dedicated to inclusion. This involves using AI to support students with disabilities and teaching critical awareness of data. Research in this field must be grounded in solid pedagogical foundations so that AI not only enhances educational processes but also makes them more accessible and inclusive. L'intelligenza artificiale (AI) sta rapidamente trasformando il nostro mondo, offrendo nuove opportunità e sfide in vari settori, tra cui l'istruzione e l'in‐ clusione delle persone con disabilità. Questo articolo esplora il ruolo dell'IA nel contesto delle disabilità complesse, evidenziando sia i potenziali benefici che i rischi associati al suo utilizzo. L'IA generativa, capace di creare testi, musica e immagini sulla base di semplici indicazioni, rappresenta una rivoluzione tecnologica. Tuttavia, tende a riprodurre gli stereotipi della società, spesso trascurando la complessità e la diversità delle disabilità. Le persone con dis‐ abilità complesse rischiano di essere ulteriormente emarginate dalle rappresentazioni idealizzate e imprecise generate dall'IA. L'integrazione dell'in‐ telligenza artificiale (IA) nell'istruzione solleva questioni cruciali su metodologie, etica e inclusione. L'IA può essere impiegata come strumento didattico, come oggetto di apprendimento critico o addirittura come sistema da “educare” per garantire l'equità e l'assenza di pregiudizi. La prospettiva interdis‐ ciplinare dell'AIED (Artificial Intelligence in Education) sottolinea l'importanza del dialogo tra pedagogia e informatica per sviluppare programmi di studio significativi. Tuttavia, le linee guida internazionali spesso trascurano il concetto di inclusione. Una proposta di revisione dei cinque pilastri del‐ l'educazione all'intelligenza artificiale include, oltre al coding, al pensiero critico e all'umanesimo post‐AI, un pilastro dedicato all'inclusione. Ciò comporta l'utilizzo dell'IA per supportare gli studenti con disabilità e per insegnare la consapevolezza critica dei dati. La ricerca in questo

The New Challenges of Inclusive Education: Towards a Special Pedagogy in Dialogue with AI Le nuove sfide dell’educazione inclusiva: per una pedagogia speciale in dialogo con l’IA

Edoardo Ghezzani
Co-primo
Writing – Original Draft Preparation
;
Jacopo Venè
Co-primo
Writing – Original Draft Preparation
2025-01-01

Abstract

Artificial intelligence (AI) is rapidly transforming our world, offering new opportunities and challenges across various sectors, including education and the inclusion of people with disabilities. This article explores the role of AI in the context of complex disabilities, highlighting both its potential benefits and the risks associated with its use. Generative AI, capable of creating texts, music, and images based on simple prompts, represents a technological revolution. However, it tends to reproduce societal stereotypes, often overlooking the complexity and diversity of disabilities. People with complex disabilities risk being further marginalized by the idealized and inaccurate representations generated by AI. The integration of artificial intelligence (AI) in education raises crucial questions about methodologies, ethics, and inclusion. AI can be employed as a teaching tool, as an object of critical learning, or even as a system to be "educated" to ensure fairness and the absence of bias. The interdisciplinary perspective of AIED (Artificial Intelligence in Edu‐ cation) highlights the importance of dialogue between pedagogy and computer science to develop meaningful curricula. However, international guide‐ lines often overlook the concept of inclusion. A proposed revision of the five pillars of AI education includes, in addition to coding, critical thinking, and post‐AI humanism, a pillar dedicated to inclusion. This involves using AI to support students with disabilities and teaching critical awareness of data. Research in this field must be grounded in solid pedagogical foundations so that AI not only enhances educational processes but also makes them more accessible and inclusive. L'intelligenza artificiale (AI) sta rapidamente trasformando il nostro mondo, offrendo nuove opportunità e sfide in vari settori, tra cui l'istruzione e l'in‐ clusione delle persone con disabilità. Questo articolo esplora il ruolo dell'IA nel contesto delle disabilità complesse, evidenziando sia i potenziali benefici che i rischi associati al suo utilizzo. L'IA generativa, capace di creare testi, musica e immagini sulla base di semplici indicazioni, rappresenta una rivoluzione tecnologica. Tuttavia, tende a riprodurre gli stereotipi della società, spesso trascurando la complessità e la diversità delle disabilità. Le persone con dis‐ abilità complesse rischiano di essere ulteriormente emarginate dalle rappresentazioni idealizzate e imprecise generate dall'IA. L'integrazione dell'in‐ telligenza artificiale (IA) nell'istruzione solleva questioni cruciali su metodologie, etica e inclusione. L'IA può essere impiegata come strumento didattico, come oggetto di apprendimento critico o addirittura come sistema da “educare” per garantire l'equità e l'assenza di pregiudizi. La prospettiva interdis‐ ciplinare dell'AIED (Artificial Intelligence in Education) sottolinea l'importanza del dialogo tra pedagogia e informatica per sviluppare programmi di studio significativi. Tuttavia, le linee guida internazionali spesso trascurano il concetto di inclusione. Una proposta di revisione dei cinque pilastri del‐ l'educazione all'intelligenza artificiale include, oltre al coding, al pensiero critico e all'umanesimo post‐AI, un pilastro dedicato all'inclusione. Ciò comporta l'utilizzo dell'IA per supportare gli studenti con disabilità e per insegnare la consapevolezza critica dei dati. La ricerca in questo
2025
Ghezzani, Edoardo; Venè, Jacopo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11568/1318588
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