The author critically analyses the Supreme Court confirms the prevailing judicial case law in the field of medical malpractice, on the allocation of the burden of proof between the patient and the healthcare facility, as well as the determination of causation. A patient seeking compensation must demonstrate the causal link between the harm suffered and the healthcare professional’s conduct. Only then, the burden of proof shifts to the healthcare facility called to prove either the proper execution of the medical service or that the non-performance (or mis performance) was due to unforeseeable and unavoidable circumstances despite the exercise of ordinary diligence. The decision emphasizes also the centrality of the double causal cycle, distinguishing causation from non-performance and applying inferential criteria such as the “more probable than not” standard.

L’autrice legge in modo critico-ricostruttivo una decisione della Corte di cassazione che conferma e rinforza l’orientamento giurisprudenziale in materia di responsabilità medica, con specifico riferimento alla ripartizione dell’onere della prova tra paziente e struttura sanitaria e all’accertamento del nesso di causalità. Spetta, infatti, al paziente che voglia ottenere un risarcimento dimostrare il nesso di causalità tra il danno subìto e la condotta del sanitario e, solo a quel punto, incombe sulla struttura sanitaria l’onere di provare la corretta esecuzione della prestazione ovvero che l’inadempimento (o l’inesatto adempimento) è dipeso da cause imprevedibili ed inevitabili con l’ordinaria diligenza. La pronuncia sottolinea inoltre la centralità del doppio ciclo causale, distinguendo il nesso causale dall’inadempimento e applicando al giudizio civile criteri inferenziali come il principio del “più probabile che non”.

L’onere probatorio e il doppio ciclo di causalità per il risarcimento danni da malpractice

caponecchia vittoria
2025-01-01

Abstract

The author critically analyses the Supreme Court confirms the prevailing judicial case law in the field of medical malpractice, on the allocation of the burden of proof between the patient and the healthcare facility, as well as the determination of causation. A patient seeking compensation must demonstrate the causal link between the harm suffered and the healthcare professional’s conduct. Only then, the burden of proof shifts to the healthcare facility called to prove either the proper execution of the medical service or that the non-performance (or mis performance) was due to unforeseeable and unavoidable circumstances despite the exercise of ordinary diligence. The decision emphasizes also the centrality of the double causal cycle, distinguishing causation from non-performance and applying inferential criteria such as the “more probable than not” standard.
2025
L’autrice legge in modo critico-ricostruttivo una decisione della Corte di cassazione che conferma e rinforza l’orientamento giurisprudenziale in materia di responsabilità medica, con specifico riferimento alla ripartizione dell’onere della prova tra paziente e struttura sanitaria e all’accertamento del nesso di causalità. Spetta, infatti, al paziente che voglia ottenere un risarcimento dimostrare il nesso di causalità tra il danno subìto e la condotta del sanitario e, solo a quel punto, incombe sulla struttura sanitaria l’onere di provare la corretta esecuzione della prestazione ovvero che l’inadempimento (o l’inesatto adempimento) è dipeso da cause imprevedibili ed inevitabili con l’ordinaria diligenza. La pronuncia sottolinea inoltre la centralità del doppio ciclo causale, distinguendo il nesso causale dall’inadempimento e applicando al giudizio civile criteri inferenziali come il principio del “più probabile che non”.
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