Il saggio indaga la rappresentazione idiosincratica e ambivalente che Walter Siti dà dell’ipercapitalismo contemporaneo, letto attraverso la lente estremizzante e deformante degli Emirati Ara- bi Uniti nel reportage Il canto del diavolo. Da un lato la voce narrante si mostra affascinata dal tempio mondiale del lusso e della finanza, dall’altro insiste su tutto ciò che esso programmaticamente elimina e nega: il proprio passato, gli spazi naturali come il deserto, i diritti dei lavoratori immigrati.

Walter Siti, "Il canto del diavolo": l'Oriente come estremo Occidente

STURLI V
2018-01-01

Abstract

Il saggio indaga la rappresentazione idiosincratica e ambivalente che Walter Siti dà dell’ipercapitalismo contemporaneo, letto attraverso la lente estremizzante e deformante degli Emirati Ara- bi Uniti nel reportage Il canto del diavolo. Da un lato la voce narrante si mostra affascinata dal tempio mondiale del lusso e della finanza, dall’altro insiste su tutto ciò che esso programmaticamente elimina e nega: il proprio passato, gli spazi naturali come il deserto, i diritti dei lavoratori immigrati.
2018
Sturli, V
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11568/1327192
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