Fin dagli anni Settanta, la storia dei centri sociali occupati autogestiti italiani è connessa al dibattito sul ruolo sociopolitico del lavoro. Eppure, questa intersezione è spesso relegata a mera questione vertenziale, quando non tralasciata nella storia delle occupazioni anni Novanta. Questo articolo si propone di colmare la lacuna sul ruolo dei CSOA nella costruzione di una controcultura del lavoro e del reddito, fornendo al contempo uno sguardo inedito sulla trasformazione della percezione della precarietà nell’Italia anni Novanta. L’obiettivo è far emergere il nuovo ruolo sociopolitico che l’attivismo radicale comincia a ricoprire in questo decennio come effetto delle trasformazioni culturali e amministrative che attraversano il paese.
Un “tempo liberato”? La relazione tra centri sociali e istituzioni in Italia nella prima metà degli anni Novanta
Brenda Fedi
2023-01-01
Abstract
Fin dagli anni Settanta, la storia dei centri sociali occupati autogestiti italiani è connessa al dibattito sul ruolo sociopolitico del lavoro. Eppure, questa intersezione è spesso relegata a mera questione vertenziale, quando non tralasciata nella storia delle occupazioni anni Novanta. Questo articolo si propone di colmare la lacuna sul ruolo dei CSOA nella costruzione di una controcultura del lavoro e del reddito, fornendo al contempo uno sguardo inedito sulla trasformazione della percezione della precarietà nell’Italia anni Novanta. L’obiettivo è far emergere il nuovo ruolo sociopolitico che l’attivismo radicale comincia a ricoprire in questo decennio come effetto delle trasformazioni culturali e amministrative che attraversano il paese.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


