Quando nel 1977 i Sex Pistols esordirono cantando lo slogan “No Future”, si erano resi portavoce di una risposta culturale e generazionale ad un malessere collettivo che derivava da una lettura della situazione politica e socioeconomica come profondamente ingiusta e oppressiva ma fondamentalmente ineludibile. L’obiettivo di questa ricerca è mostrare come mentre i punk annunciavano la fine del futuro, stavano in realtà risignificando una serie di pratiche – come l’autoproduzione editoriale e discografica – e costruendo reti basate sul do-it-yourself che sarebbero sopravvissute alla fine del movimento, influenzando e politicizzando il modo di produrre e usufruire della musica delle generazioni successive.
Una profezia che si autoavvera. Indipendenza, mercificazione e annientamento nella cultura punk britannica
Brenda Fedi
2023-01-01
Abstract
Quando nel 1977 i Sex Pistols esordirono cantando lo slogan “No Future”, si erano resi portavoce di una risposta culturale e generazionale ad un malessere collettivo che derivava da una lettura della situazione politica e socioeconomica come profondamente ingiusta e oppressiva ma fondamentalmente ineludibile. L’obiettivo di questa ricerca è mostrare come mentre i punk annunciavano la fine del futuro, stavano in realtà risignificando una serie di pratiche – come l’autoproduzione editoriale e discografica – e costruendo reti basate sul do-it-yourself che sarebbero sopravvissute alla fine del movimento, influenzando e politicizzando il modo di produrre e usufruire della musica delle generazioni successive.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


