L’articolo introduce la tipologia del Super Social Condenser (SSC) come modello architettonico innovativo per la residenzialità universitaria contemporanea. A partire dalla riflessione sulla crisi abitativa studentesca e sull’obsolescenza del patrimonio edilizio accademico italiano, il contributo propone un aggiornamento teorico e progettuale del concetto di Social Condenser, nato nel contesto sovietico degli anni Venti e reinterpretato in chiave contemporanea. Il Super Social Condenser è definito come un dispositivo architettonico ibrido che combina funzioni residenziali e collettive, trasformando l’università in un’infrastruttura urbana aperta e inclusiva, capace di generare relazioni sociali e ridurre le diseguaglianze. La ricerca assume l’Università di Pisa come caso di studio, delineando strategie per la creazione di nuovi edifici e spazi pubblici che integrano sostenibilità ambientale, densità funzionale e apertura alla comunità. Attraverso l’ibridazione di programmi e la riduzione dello spazio individuale a favore di aree comuni, il modello SSC intende configurarsi come una micro-infrastruttura civile in grado di rispondere agli obiettivi dell’Agenda 2030, in particolare quelli legati all’istruzione di qualità e alla costruzione di città e comunità sostenibili.
I Super Social Condenser (SSC) come nuove architetture per l’Università di Pisa.
Luca Lanini;Elisa Barsanti
2025-01-01
Abstract
L’articolo introduce la tipologia del Super Social Condenser (SSC) come modello architettonico innovativo per la residenzialità universitaria contemporanea. A partire dalla riflessione sulla crisi abitativa studentesca e sull’obsolescenza del patrimonio edilizio accademico italiano, il contributo propone un aggiornamento teorico e progettuale del concetto di Social Condenser, nato nel contesto sovietico degli anni Venti e reinterpretato in chiave contemporanea. Il Super Social Condenser è definito come un dispositivo architettonico ibrido che combina funzioni residenziali e collettive, trasformando l’università in un’infrastruttura urbana aperta e inclusiva, capace di generare relazioni sociali e ridurre le diseguaglianze. La ricerca assume l’Università di Pisa come caso di studio, delineando strategie per la creazione di nuovi edifici e spazi pubblici che integrano sostenibilità ambientale, densità funzionale e apertura alla comunità. Attraverso l’ibridazione di programmi e la riduzione dello spazio individuale a favore di aree comuni, il modello SSC intende configurarsi come una micro-infrastruttura civile in grado di rispondere agli obiettivi dell’Agenda 2030, in particolare quelli legati all’istruzione di qualità e alla costruzione di città e comunità sostenibili.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


