Introduzione Il virus respiratorio sinciziale (RSV) è una causa emergente di infezioni respiratorie acute (ARI) negli anziani. Nonostante la recente disponibilità di vaccini, l’impatto dell’RSV in comunità è ancora poco conosciuto. Questo studio multicentrico ha l’obiettivo di descrivere le caratteristiche cliniche, la durata della malattia e l’utilizzo di risorse sanitarie associate a infezioni da RSV in anziani assistiti in contesto territoriale da medici di medicina generale (MMG) in Italia. Materiali e Metodi Nelle ultime tre stagioni invernali (2022-23 – 2024-25), sono stati arruolati adulti ≥60 anni con sintomi di ARI che si sono rivolti a MMG partecipanti in quattro regioni italiane. Al momento dell’arruolamento (T0), è stato eseguito un tampone nasofaringeo analizzato mediante RT-PCR multiplex per la ricerca di RSV e altri 21 patogeni respiratori. I pazienti positivi per RSV sono stati ricontattati telefonicamente a 14 (T14) e 30 giorni (T30) di distanza per registrare lo stato di salute, eventuali trattamenti e accessi a strutture sanitarie. Risultati Sono stati reclutati complessivamente 654 pazienti con ARI, di cui 87 (13%) positivi per RSV (69% sottotipo B), 125 (19%) per H. influenzae, 45 (7%) per S. pneumoniae, 87 (12%) per virus influenzali e 48 (7%) per SARS-CoV-2. Tra i casi RSV-positivi, il 36% (n=31) presentava co-infezioni: 51% batteriche, 42% virali e 6% miste. I patogeni più frequentemente associati erano H. influenzae (n=16), S. pneumoniae (n=4) e Rhinovirus (n=4). I sintomi più frequentemente riscontrati nei casi (RSV+) all’arruolamento sono rinorrea (77%), tosse produttiva (62%), astenia (53%) e febbre (35%). Il follow-up è stato completato da 77 pazienti (89%), con una durata mediana della sintomatologia di 24 giorni (IQR 15–34). Entro il giorno 30, il 74% (n=57) dei soggetti RSV+ aveva ricontattato il proprio MMG e il 3% (n=2) era stato ospedalizzato. Conclusioni L’RSV rappresenta la causa di una quota rilevante delle ARI negli anziani italiani, caratterizzandosi per una durata prolungata della malattia e frequente ricorso ai servizi sanitari, anche in assenza di febbre. Inoltre una quota significativa (55%) dei casi di ARI è imputabile a patogeni per i quali è raccomandata la vaccinazione, pertanto l’introduzione di nuovi vaccini RSV può essere un’occasione di catch-up per aumentare le coperture vaccinali e ridurre il carico di malattia dovuto a patogeni respiratori in questa fascia di età.
Burden delle infezioni da virus respiratorio sinciziale negli anziani in setting territoriale: risultati di uno studio prospettico multicentrico italiano in tre stagioni (2022-2025)
FRANCESCO BAGLIVO;FEDERICO TECCHIO;SARA BRACALONI;ENRICA ESPOSITO;NICOLo' DI GADDO;BEATRICE CASINI;GUGLIELMO ARZILLI;CATERINA RIZZO
2025-01-01
Abstract
Introduzione Il virus respiratorio sinciziale (RSV) è una causa emergente di infezioni respiratorie acute (ARI) negli anziani. Nonostante la recente disponibilità di vaccini, l’impatto dell’RSV in comunità è ancora poco conosciuto. Questo studio multicentrico ha l’obiettivo di descrivere le caratteristiche cliniche, la durata della malattia e l’utilizzo di risorse sanitarie associate a infezioni da RSV in anziani assistiti in contesto territoriale da medici di medicina generale (MMG) in Italia. Materiali e Metodi Nelle ultime tre stagioni invernali (2022-23 – 2024-25), sono stati arruolati adulti ≥60 anni con sintomi di ARI che si sono rivolti a MMG partecipanti in quattro regioni italiane. Al momento dell’arruolamento (T0), è stato eseguito un tampone nasofaringeo analizzato mediante RT-PCR multiplex per la ricerca di RSV e altri 21 patogeni respiratori. I pazienti positivi per RSV sono stati ricontattati telefonicamente a 14 (T14) e 30 giorni (T30) di distanza per registrare lo stato di salute, eventuali trattamenti e accessi a strutture sanitarie. Risultati Sono stati reclutati complessivamente 654 pazienti con ARI, di cui 87 (13%) positivi per RSV (69% sottotipo B), 125 (19%) per H. influenzae, 45 (7%) per S. pneumoniae, 87 (12%) per virus influenzali e 48 (7%) per SARS-CoV-2. Tra i casi RSV-positivi, il 36% (n=31) presentava co-infezioni: 51% batteriche, 42% virali e 6% miste. I patogeni più frequentemente associati erano H. influenzae (n=16), S. pneumoniae (n=4) e Rhinovirus (n=4). I sintomi più frequentemente riscontrati nei casi (RSV+) all’arruolamento sono rinorrea (77%), tosse produttiva (62%), astenia (53%) e febbre (35%). Il follow-up è stato completato da 77 pazienti (89%), con una durata mediana della sintomatologia di 24 giorni (IQR 15–34). Entro il giorno 30, il 74% (n=57) dei soggetti RSV+ aveva ricontattato il proprio MMG e il 3% (n=2) era stato ospedalizzato. Conclusioni L’RSV rappresenta la causa di una quota rilevante delle ARI negli anziani italiani, caratterizzandosi per una durata prolungata della malattia e frequente ricorso ai servizi sanitari, anche in assenza di febbre. Inoltre una quota significativa (55%) dei casi di ARI è imputabile a patogeni per i quali è raccomandata la vaccinazione, pertanto l’introduzione di nuovi vaccini RSV può essere un’occasione di catch-up per aumentare le coperture vaccinali e ridurre il carico di malattia dovuto a patogeni respiratori in questa fascia di età.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


