Il presente contributo intende riflettere sulla possibile configurazione di un diritto di protesta in capo alle persone detenute. Tale tema, infatti, rappresenta la questione di fondo evocata e resa ineludibile dalla nuova fattispecie incriminatrice di cui all’art. 415 bis c.p., introdotta dal decreto legge n. 48/2025 e intitolata «Rivolta in istituto penitenziario». Nel fare ciò, lo scritto evidenzia le ragioni ultime dell’illegittimità costituzionale di tale delitto nella parte in cui punisce anche condotte di resistenza passiva poste in essere dalle persone recluse.

Le proteste delle persone detenute: delitto o diritto?

Stefano Rovelli
2025-01-01

Abstract

Il presente contributo intende riflettere sulla possibile configurazione di un diritto di protesta in capo alle persone detenute. Tale tema, infatti, rappresenta la questione di fondo evocata e resa ineludibile dalla nuova fattispecie incriminatrice di cui all’art. 415 bis c.p., introdotta dal decreto legge n. 48/2025 e intitolata «Rivolta in istituto penitenziario». Nel fare ciò, lo scritto evidenzia le ragioni ultime dell’illegittimità costituzionale di tale delitto nella parte in cui punisce anche condotte di resistenza passiva poste in essere dalle persone recluse.
2025
Rovelli, Stefano
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11568/1330907
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