Nella comunicazione politica contemporanea i meme svolgono una duplice funzione, estremamente contraddittoria rispetto agli esiti che produce nella sfera pubblica democratica. Da un lato, agiscono come strumenti di democratizzazione del discorso pubblico, abbassando le barriere di accesso all’informazione politica per una pluralità di utenti attraverso satira e ironia. Dall’altro lato, operano come veicoli efficaci nel processo di normalizzazione di posizioni antidemocratiche, nascondendole sotto la plausible deniability, ovvero la possibilità di formulare messaggi anche molto tossici e al contempo negare intenzioni offensive o sovversive con la giustificazione del “si stava solo scherzando”. Questa ambivalenza viene ulteriormente sollecitata nei meme che abbracciano l’estetica trash, una declinazione della trash culture che fa dell’esasperazione di elementi di bassa qualità, di formati obsoleti e di ricontestualizzazioni di cattivo gusto la sua cifra stilistica e che attraverso l’assurdità e l’ironia, a volte anche eccessivamente grottesche, diventano il mezzo per amplificare la circolazione di artefatti densi di contenuti dissacranti che viaggiano lungo il sottile perimetro del discorso democratico.
Trash Politics: i meme tra partecipazione e rinegoziazione del discorso pubblico
Roberta Bracciale
Primo
;Junio Aglioti ColombiniSecondo
2025-01-01
Abstract
Nella comunicazione politica contemporanea i meme svolgono una duplice funzione, estremamente contraddittoria rispetto agli esiti che produce nella sfera pubblica democratica. Da un lato, agiscono come strumenti di democratizzazione del discorso pubblico, abbassando le barriere di accesso all’informazione politica per una pluralità di utenti attraverso satira e ironia. Dall’altro lato, operano come veicoli efficaci nel processo di normalizzazione di posizioni antidemocratiche, nascondendole sotto la plausible deniability, ovvero la possibilità di formulare messaggi anche molto tossici e al contempo negare intenzioni offensive o sovversive con la giustificazione del “si stava solo scherzando”. Questa ambivalenza viene ulteriormente sollecitata nei meme che abbracciano l’estetica trash, una declinazione della trash culture che fa dell’esasperazione di elementi di bassa qualità, di formati obsoleti e di ricontestualizzazioni di cattivo gusto la sua cifra stilistica e che attraverso l’assurdità e l’ironia, a volte anche eccessivamente grottesche, diventano il mezzo per amplificare la circolazione di artefatti densi di contenuti dissacranti che viaggiano lungo il sottile perimetro del discorso democratico.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


