Il contributo si concentra sul paragrafo 9 dell’Epistola XI "Cardinalibus ytalicis", tramandata dal codex unicus Laur. 29.8, autografo di Boccaccio. Con l’ausilio di indagini filologico-linguistiche, volte ad accertare l’usus latino di Dante nell’ambito specifico della prosa epistolare, il saggio esamina due cruces testuali. In particolare, vengono esposte le problematiche di lettura paleografica che pone la prima crux, 'indignanter/indignantes', valutando le diverse interpretazioni proposte dagli editori, e viene esaminata l’irregolarità ritmica in fine di periodo che la lezione genera in clausola con 'obiurgabitis'. In secondo luogo, il contributo si sofferma sulla lezione tràdita 'ovibus pascuis', oggetto in passato di interventi editoriali, offrendone un’analisi lessicale e sintattica, che permette di riabilitare la congettura ' pascuis' di Toynbee (1920), non accolta dai più recenti editori dell’epistola, giustificandola sotto il profilo linguistico come conforme all’usus del latino epistolare di Dante.
Dante 'minima ovis' nei pascoli di Cristo: note linguistice e filologiche per il testo critico di Ep. XI 9
Elena Vagnoni
2024-01-01
Abstract
Il contributo si concentra sul paragrafo 9 dell’Epistola XI "Cardinalibus ytalicis", tramandata dal codex unicus Laur. 29.8, autografo di Boccaccio. Con l’ausilio di indagini filologico-linguistiche, volte ad accertare l’usus latino di Dante nell’ambito specifico della prosa epistolare, il saggio esamina due cruces testuali. In particolare, vengono esposte le problematiche di lettura paleografica che pone la prima crux, 'indignanter/indignantes', valutando le diverse interpretazioni proposte dagli editori, e viene esaminata l’irregolarità ritmica in fine di periodo che la lezione genera in clausola con 'obiurgabitis'. In secondo luogo, il contributo si sofferma sulla lezione tràdita 'ovibus pascuis', oggetto in passato di interventi editoriali, offrendone un’analisi lessicale e sintattica, che permette di riabilitare la congettura ' pascuis' di Toynbee (1920), non accolta dai più recenti editori dell’epistola, giustificandola sotto il profilo linguistico come conforme all’usus del latino epistolare di Dante.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


