I "Nomina virorum illustrium" sono un elenco alfabetico con essenziali cenni biografici di 1012 uomini e donne famosi, dalla creazione del mondo fino all’epoca contemporanea al loro autore, il presbyter fiorentino Cristoforo Buondelmonti, maggiormente noto nella storia della letteratura latina medievale per le sue descrizioni geografiche delle isole greche. Composti a Rodi nel 1423 su commissione del re Giano di Cipro, i Nomina sono tramandati oggi da un unico manoscritto superstite, il codice SC-Ms 47 della Biblioteca Gambalunga di Rimini. Questo contributo offre una descrizione codicologico-paleografica e storico-critica del codex unicus riminese e ricostruisce le circostanze di composizione di quest’opera per molti versi ancora sconosciuta, che veicola molte novità sulla biografia e la cultura di Buondelmonti, dimostrandone anche la stretta dipendenza da fonti tardoantiche e medievali (Girolamo, Gennadio, Iacopo da Varazze, Aitone da Corico, lo pseudo-Burley, Boccaccio e Benvenuto da Imola) che gettano nuova luce sulla biblioteca dell’umanista fiorentino. L’ultima parte del saggio anticipa alcuni risultati scaturiti dal cantiere per l’edizione critica del testo attualmente in preparazione.
«Perquirens mundum, opuscula compilavi»: per l'edizione critica dei "Nomina virorum illustrium" di Cristoforo Buondelmonti
Paolo Pontari;Elena Vagnoni
2024-01-01
Abstract
I "Nomina virorum illustrium" sono un elenco alfabetico con essenziali cenni biografici di 1012 uomini e donne famosi, dalla creazione del mondo fino all’epoca contemporanea al loro autore, il presbyter fiorentino Cristoforo Buondelmonti, maggiormente noto nella storia della letteratura latina medievale per le sue descrizioni geografiche delle isole greche. Composti a Rodi nel 1423 su commissione del re Giano di Cipro, i Nomina sono tramandati oggi da un unico manoscritto superstite, il codice SC-Ms 47 della Biblioteca Gambalunga di Rimini. Questo contributo offre una descrizione codicologico-paleografica e storico-critica del codex unicus riminese e ricostruisce le circostanze di composizione di quest’opera per molti versi ancora sconosciuta, che veicola molte novità sulla biografia e la cultura di Buondelmonti, dimostrandone anche la stretta dipendenza da fonti tardoantiche e medievali (Girolamo, Gennadio, Iacopo da Varazze, Aitone da Corico, lo pseudo-Burley, Boccaccio e Benvenuto da Imola) che gettano nuova luce sulla biblioteca dell’umanista fiorentino. L’ultima parte del saggio anticipa alcuni risultati scaturiti dal cantiere per l’edizione critica del testo attualmente in preparazione.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


