Nela riforma dell’assistenza in Italia (L. 328/2000) la partecipazione è vista come forma di attualizzazione della cittadinanza sociale in base ad un nuovo patto su diritti-doveri e conseguenti obblighi delle istituzioni. Ad essa, inoltre, è attribuita la capacità di riattualizzare le funzioni protettive e di favorire una maggiore integrazione del sistema e una più mirata attuazione delle misure. In tale contesto cresce l’importanza del ruolo del Terzo settore, non solo per il contributo alle funzioni di governo e intervento attraverso la partecipazione ad ambiti dedicati, ma perché la stessa – si presume – costituirebbe un efficace fat- tore e un probabile indicatore di più elevati livelli di partecipazione sociale diffusa. Tuttavia, tale presupposto rischia di dare per scontati molteplici aspetti del ruolo che le organizzazioni del Terzo settore (da ora in poi Ots) 4 giocano nel si- stema, prefigurando in esso presunte espressioni della sussidiarietà e un veicolo di facilitazione del rapporto cittadini-istituzioni e di accrescimento del potere dei primi. Sono infatti dell’avviso che, non necessariamente, visibilità, riconoscimento di ruolo e più elevati gradi di partecipazione economica, sociale e politica delle Ots, implichino o si traducano in più elevati livelli di partecipazione sociale dei cittadini, delle famiglie o delle comunità locali. Il saggio cerca di mettere in luce la variabilità di tali condizioni e alcune conseguenze in termini di opportunità e vincoli per la partecipazione sociale, muo- vendo dagli esiti di alcune indagini condotte nel centro-nord Italia e di un lavoro preliminare sul nuovo sistema di welfare toscano. A livello teorico, l’articolo riprende lo schema interpretativo delle logiche di governo e intervento nei sistemi di welfare (Villa 2009), mirando, in questo caso, a discuterne i fattori di cambiamento a partire da alcuni costrutti della teoria dell’evoluzione discussi da Gregory Bateson in tre noti contributi (1960; 1963; 1970).

XVIII. Partecipazione del Terzo settore versus partecipazione dei cittadini? Il nuovo welfare locale tra opportunità e contraddizioni sistemiche

Matteo Villa
2011-01-01

Abstract

Nela riforma dell’assistenza in Italia (L. 328/2000) la partecipazione è vista come forma di attualizzazione della cittadinanza sociale in base ad un nuovo patto su diritti-doveri e conseguenti obblighi delle istituzioni. Ad essa, inoltre, è attribuita la capacità di riattualizzare le funzioni protettive e di favorire una maggiore integrazione del sistema e una più mirata attuazione delle misure. In tale contesto cresce l’importanza del ruolo del Terzo settore, non solo per il contributo alle funzioni di governo e intervento attraverso la partecipazione ad ambiti dedicati, ma perché la stessa – si presume – costituirebbe un efficace fat- tore e un probabile indicatore di più elevati livelli di partecipazione sociale diffusa. Tuttavia, tale presupposto rischia di dare per scontati molteplici aspetti del ruolo che le organizzazioni del Terzo settore (da ora in poi Ots) 4 giocano nel si- stema, prefigurando in esso presunte espressioni della sussidiarietà e un veicolo di facilitazione del rapporto cittadini-istituzioni e di accrescimento del potere dei primi. Sono infatti dell’avviso che, non necessariamente, visibilità, riconoscimento di ruolo e più elevati gradi di partecipazione economica, sociale e politica delle Ots, implichino o si traducano in più elevati livelli di partecipazione sociale dei cittadini, delle famiglie o delle comunità locali. Il saggio cerca di mettere in luce la variabilità di tali condizioni e alcune conseguenze in termini di opportunità e vincoli per la partecipazione sociale, muo- vendo dagli esiti di alcune indagini condotte nel centro-nord Italia e di un lavoro preliminare sul nuovo sistema di welfare toscano. A livello teorico, l’articolo riprende lo schema interpretativo delle logiche di governo e intervento nei sistemi di welfare (Villa 2009), mirando, in questo caso, a discuterne i fattori di cambiamento a partire da alcuni costrutti della teoria dell’evoluzione discussi da Gregory Bateson in tre noti contributi (1960; 1963; 1970).
2011
Villa, Matteo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11568/1340336
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