La crescente pervasività dell’Intelligenza Artificiale (IA) sta determinando grandi mutamenti nei contesti economici e sociali, nonché nelle modalità di organizzazione dei territori e in particolare degli spazi urbani, sempre più attrezzati nell’acquisizione di dati di diversa natura, nella fornitura di informazioni e, di conseguenza, nel contribuire a migliorare la vita quotidiana delle persone. In tali dinamiche di cambiamento, come sottolineato anche in ambito Unesco (Text of the Recommendation on the Ethics of Artificial Intelligence, 2021), è importate tenere presente sia l’impatto positivo dell’IA nell’ottica dell’efficienza economica e dello sviluppo sostenibile, sia le difficoltà legate ai profondi cambiamenti in diversi ambiti. Si pensi alle repentine trasformazioni degli stili di vita e delle esperienze quotidiane, ai possibili aumenti dei divari esistenti a livello socio-economico che territoriale (Lutz, 2019), alle barriere cognitive ed emotive legate all’uso delle infrastrutture fisiche e digitali, alle differenti percezioni dei benefici apportati (Yigitcanlar, 2023), alle tensioni collegate alle nuove forme di interazione tra componenti materiali e digitali, alla relazione tra automazione algoritmica e nuove geografie digitali (Lazzeroni e Romano, 2024), alle potenzialità e ai limiti nelle metodologie di GeoAI (Hu et al., 2024), al passaggio dalla smart alla città autonoma (Cugurullo, 2020). Tali cambiamenti stanno avvenendo con modalità e velocità inedite verso le quali l’approccio e la lente geografica possono risultare fondamentali nella comprensione degli effetti socio-spaziali legati ai meccanismi e prassi innescati dall’IA, tra potenzialità e criticità non ancora del tutto esplorate.
Intelligenza artificiale ed effetti socio-spaziali: transizioni e scenari tecnomediati
Michela Lazzeroni
;Antonello Romano
;Paola Zamperlin
2025-01-01
Abstract
La crescente pervasività dell’Intelligenza Artificiale (IA) sta determinando grandi mutamenti nei contesti economici e sociali, nonché nelle modalità di organizzazione dei territori e in particolare degli spazi urbani, sempre più attrezzati nell’acquisizione di dati di diversa natura, nella fornitura di informazioni e, di conseguenza, nel contribuire a migliorare la vita quotidiana delle persone. In tali dinamiche di cambiamento, come sottolineato anche in ambito Unesco (Text of the Recommendation on the Ethics of Artificial Intelligence, 2021), è importate tenere presente sia l’impatto positivo dell’IA nell’ottica dell’efficienza economica e dello sviluppo sostenibile, sia le difficoltà legate ai profondi cambiamenti in diversi ambiti. Si pensi alle repentine trasformazioni degli stili di vita e delle esperienze quotidiane, ai possibili aumenti dei divari esistenti a livello socio-economico che territoriale (Lutz, 2019), alle barriere cognitive ed emotive legate all’uso delle infrastrutture fisiche e digitali, alle differenti percezioni dei benefici apportati (Yigitcanlar, 2023), alle tensioni collegate alle nuove forme di interazione tra componenti materiali e digitali, alla relazione tra automazione algoritmica e nuove geografie digitali (Lazzeroni e Romano, 2024), alle potenzialità e ai limiti nelle metodologie di GeoAI (Hu et al., 2024), al passaggio dalla smart alla città autonoma (Cugurullo, 2020). Tali cambiamenti stanno avvenendo con modalità e velocità inedite verso le quali l’approccio e la lente geografica possono risultare fondamentali nella comprensione degli effetti socio-spaziali legati ai meccanismi e prassi innescati dall’IA, tra potenzialità e criticità non ancora del tutto esplorate.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


