Il contributo analizza il pensiero liberale di Luigi Einaudi e la sua proiezione nei ruoli istituzionali svolti nella fase fondativa della Repubblica: dall’elaborazione teorica nel dibattito del liberalismo post-fascista, alla partecipazione ai lavori dell’Assemblea costituente, fino all’esercizio della Presidenza della Repubblica. L’articolo ricostruisce, in primo luogo, gli assi portanti della riflessione einaudiana: centralità della stabilità monetaria e della disciplina di bilancio, critica di privilegi e monopoli, fiducia nel mercato entro limiti funzionali alla coesione sociale, rifiuto del protezionismo e forte europeismo. Un’attenzione specifica è dedicata alla libertà di stampa come presidio della libertà di manifestazione del pensiero e al rischio di condizionamenti “plutocratici” sull’informazione. Nella parte costituzionalistica, il saggio evidenzia come tali premesse abbiano inciso sulle posizioni di Einaudi in Costituente (autonomie territoriali, bicameralismo, senatori a vita, forma di governo) e, soprattutto, sulle prassi inaugurate al Quirinale: un ruolo di garanzia improntato a neutralità formale ma a incisiva moral suasion, con particolare rilievo al controllo preventivo su finanza pubblica e qualità costituzionale della legislazione. Ne emerge l’attualità di Einaudi come riferimento per comprendere i nessi fra liberalismo, costruzione istituzionale e funzione del Capo dello Stato.
IL PENSIERO LIBERALE DI EINAUDI ED I SUOI RUOLI ISTITUZIONALI COME COMPONENTE DELL’ ASSEMBLEA COSTITUENTE E PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Elisabetta Catelani
2025-01-01
Abstract
Il contributo analizza il pensiero liberale di Luigi Einaudi e la sua proiezione nei ruoli istituzionali svolti nella fase fondativa della Repubblica: dall’elaborazione teorica nel dibattito del liberalismo post-fascista, alla partecipazione ai lavori dell’Assemblea costituente, fino all’esercizio della Presidenza della Repubblica. L’articolo ricostruisce, in primo luogo, gli assi portanti della riflessione einaudiana: centralità della stabilità monetaria e della disciplina di bilancio, critica di privilegi e monopoli, fiducia nel mercato entro limiti funzionali alla coesione sociale, rifiuto del protezionismo e forte europeismo. Un’attenzione specifica è dedicata alla libertà di stampa come presidio della libertà di manifestazione del pensiero e al rischio di condizionamenti “plutocratici” sull’informazione. Nella parte costituzionalistica, il saggio evidenzia come tali premesse abbiano inciso sulle posizioni di Einaudi in Costituente (autonomie territoriali, bicameralismo, senatori a vita, forma di governo) e, soprattutto, sulle prassi inaugurate al Quirinale: un ruolo di garanzia improntato a neutralità formale ma a incisiva moral suasion, con particolare rilievo al controllo preventivo su finanza pubblica e qualità costituzionale della legislazione. Ne emerge l’attualità di Einaudi come riferimento per comprendere i nessi fra liberalismo, costruzione istituzionale e funzione del Capo dello Stato.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


