La psicologia del risk management: prospettive di studio e key factors di sostenibilità Nel contributo, si fornirà una sintesi su alcune delle linee introduttive all’ambito di studio denominato risk management psychology. Questo ambito di studi sta richiamando un crescente dibattito nella letteratura, facendo emergere la salienza, in modo sempre più focalizzato, dello specifico oggetto di studio del management psicologico del rischio Il dibattito trae origini prioritariamente dalla tradizione storica, teorica e metodologica della psicologia sociale, in particolare approfondita in due suoi versanti intradisciplinari, la psicologia di comunità e la psicologia sociale dell’ambiente o “ambientale” meglio precisata anche in termini di “nuova psicologia ecologica”. In tal direzione questo contributo, senza pretese di esaustività, richiamerà linee introduttive all’argomento del management psicosociale del rischio in relazione a differenti prospettive di ricerca (e dei relativi ambiti metodologici) legate alla valutazione dell’impatto nell’ambito della gestione – di matrice preventiva – di eventi potenzialmente disruptivi. Si evidenzieranno, in una prospettiva di “action-research”, in particolare, i principali risvolti applicativi e le principali buone prassi emergenti per soluzioni pratiche di interesse per le Comunità. I contesti elettivi di applicazione includono, tra gli altri, lo studio degli ambienti e dei sistemi sociofisici delle comunità locali esposte a calamità, sia in relazione a cause “naturali”, sia determinate in differente misura) dal cosiddetto “fattore antropico”, dunque con responsabilità in larga misura umano-sociale, in luoghi sia cittadini sia rurali (e/o montani). Lo sforzo principale è quello di interpretare innanzitutto la necessità di dialogo tra la psicologia e le discipline legate allo studio del risk management nelle sue principali caratterizzanti multidisciplinari.

La psicologia del risk management: prospettive di studio e key factors di sostenibilità.

Antonio Aiello
Primo
Conceptualization
2025-01-01

Abstract

La psicologia del risk management: prospettive di studio e key factors di sostenibilità Nel contributo, si fornirà una sintesi su alcune delle linee introduttive all’ambito di studio denominato risk management psychology. Questo ambito di studi sta richiamando un crescente dibattito nella letteratura, facendo emergere la salienza, in modo sempre più focalizzato, dello specifico oggetto di studio del management psicologico del rischio Il dibattito trae origini prioritariamente dalla tradizione storica, teorica e metodologica della psicologia sociale, in particolare approfondita in due suoi versanti intradisciplinari, la psicologia di comunità e la psicologia sociale dell’ambiente o “ambientale” meglio precisata anche in termini di “nuova psicologia ecologica”. In tal direzione questo contributo, senza pretese di esaustività, richiamerà linee introduttive all’argomento del management psicosociale del rischio in relazione a differenti prospettive di ricerca (e dei relativi ambiti metodologici) legate alla valutazione dell’impatto nell’ambito della gestione – di matrice preventiva – di eventi potenzialmente disruptivi. Si evidenzieranno, in una prospettiva di “action-research”, in particolare, i principali risvolti applicativi e le principali buone prassi emergenti per soluzioni pratiche di interesse per le Comunità. I contesti elettivi di applicazione includono, tra gli altri, lo studio degli ambienti e dei sistemi sociofisici delle comunità locali esposte a calamità, sia in relazione a cause “naturali”, sia determinate in differente misura) dal cosiddetto “fattore antropico”, dunque con responsabilità in larga misura umano-sociale, in luoghi sia cittadini sia rurali (e/o montani). Lo sforzo principale è quello di interpretare innanzitutto la necessità di dialogo tra la psicologia e le discipline legate allo studio del risk management nelle sue principali caratterizzanti multidisciplinari.
2025
Aiello, Antonio
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11568/1341428
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