L’informazione sulla pandemia di COVID-19 in Italia si è basata su un abbondantissimo uso di dati statistici, per la maggior parte prodotti da enti pubblici (ISS, ISTAT, AIFA) e poi divulgati e commentati per il grande pubblico dai vari organi di stampa. Purtroppo, una parte rilevante dei dati volti a quantificare l’impatto del COVID-19 e, più tardi, l’efficacia e la sicurezza dei relativi vaccini, è stata viziata da gravi errori di metodo, nonché da ambiguità e mancanza di chiarezza. In taluni casi, poi, si è omesso di far conoscere dati di fondamentale importanza ai fini di certe valutazioni, mentre in altri si è assistito a un utilizzo platealmente fuorviante dei dati stessi. Benché la maggior parte di questa cattiva comunicazione abbia riguardato gli organi di stampa, le responsabilità più gravi sono probabilmente da attribuire ai soggetti istituzionali preposti alla produzione e divulgazione dei dati sanitari. In questo articolo si esamina l’informazione statistica sui vaccini anti-COVID-19 divulgata in Italia dai soggetti istituzionali, mettendo in luce errori di varia entità e gravità. Il quadro che ne scaturisce mostra come l’informazione statistica istituzionale sui vaccini anti-COVID-19 abbia presentato squilibri sistematici nella direzione della sovrastima dei benefici e della sottostima dei rischi associati alla vaccinazione. Sebbene non si possa escludere a priori che vi siano stati anche errori di segno opposto, il fatto che nessuno di questi sia emerso nell’analisi suggerisce l’esistenza di un bias strutturale nella produzione e comunicazione dei dati.

L'informazione statistica sui vaccini anti-COVID-19. Il caso Italia tra errori, mistificazioni e omissioni.

Bruno Cheli
;
Rachele Foschi;
2025-01-01

Abstract

L’informazione sulla pandemia di COVID-19 in Italia si è basata su un abbondantissimo uso di dati statistici, per la maggior parte prodotti da enti pubblici (ISS, ISTAT, AIFA) e poi divulgati e commentati per il grande pubblico dai vari organi di stampa. Purtroppo, una parte rilevante dei dati volti a quantificare l’impatto del COVID-19 e, più tardi, l’efficacia e la sicurezza dei relativi vaccini, è stata viziata da gravi errori di metodo, nonché da ambiguità e mancanza di chiarezza. In taluni casi, poi, si è omesso di far conoscere dati di fondamentale importanza ai fini di certe valutazioni, mentre in altri si è assistito a un utilizzo platealmente fuorviante dei dati stessi. Benché la maggior parte di questa cattiva comunicazione abbia riguardato gli organi di stampa, le responsabilità più gravi sono probabilmente da attribuire ai soggetti istituzionali preposti alla produzione e divulgazione dei dati sanitari. In questo articolo si esamina l’informazione statistica sui vaccini anti-COVID-19 divulgata in Italia dai soggetti istituzionali, mettendo in luce errori di varia entità e gravità. Il quadro che ne scaturisce mostra come l’informazione statistica istituzionale sui vaccini anti-COVID-19 abbia presentato squilibri sistematici nella direzione della sovrastima dei benefici e della sottostima dei rischi associati alla vaccinazione. Sebbene non si possa escludere a priori che vi siano stati anche errori di segno opposto, il fatto che nessuno di questi sia emerso nell’analisi suggerisce l’esistenza di un bias strutturale nella produzione e comunicazione dei dati.
Campo DC Valore Lingua
dc.authority.people Michela Baccini en
dc.authority.people Alessandro Bagnato en
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dc.authority.people Alberto Donzelli en
dc.authority.people Rachele Foschi en
dc.authority.people Mario Gregori en
dc.authority.people Giovanni Trambusti en
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dc.collection.name 3.1 Monografia o trattato scientifico *
dc.contributor.appartenenza DIPARTIMENTO DI ECONOMIA E MANAGEMENT *
dc.contributor.appartenenza.mi 530 *
dc.contributor.area AREA MIN. 13 - Scienze economiche e statistiche *
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dc.date.firstsubmission 2026/01/16 16:47:59 *
dc.date.issued 2025 -
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dc.description.abstractita L’informazione sulla pandemia di COVID-19 in Italia si è basata su un abbondantissimo uso di dati statistici, per la maggior parte prodotti da enti pubblici (ISS, ISTAT, AIFA) e poi divulgati e commentati per il grande pubblico dai vari organi di stampa. Purtroppo, una parte rilevante dei dati volti a quantificare l’impatto del COVID-19 e, più tardi, l’efficacia e la sicurezza dei relativi vaccini, è stata viziata da gravi errori di metodo, nonché da ambiguità e mancanza di chiarezza. In taluni casi, poi, si è omesso di far conoscere dati di fondamentale importanza ai fini di certe valutazioni, mentre in altri si è assistito a un utilizzo platealmente fuorviante dei dati stessi. Benché la maggior parte di questa cattiva comunicazione abbia riguardato gli organi di stampa, le responsabilità più gravi sono probabilmente da attribuire ai soggetti istituzionali preposti alla produzione e divulgazione dei dati sanitari. In questo articolo si esamina l’informazione statistica sui vaccini anti-COVID-19 divulgata in Italia dai soggetti istituzionali, mettendo in luce errori di varia entità e gravità. Il quadro che ne scaturisce mostra come l’informazione statistica istituzionale sui vaccini anti-COVID-19 abbia presentato squilibri sistematici nella direzione della sovrastima dei benefici e della sottostima dei rischi associati alla vaccinazione. Sebbene non si possa escludere a priori che vi siano stati anche errori di segno opposto, il fatto che nessuno di questi sia emerso nell’analisi suggerisce l’esistenza di un bias strutturale nella produzione e comunicazione dei dati. -
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dc.publisher.name Università di Firenze. Dipartimento di Statistica, Informatica e Applicazioni "G. Parenti" en
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dc.subject.keywords Vaccini anti-COVID-19, efficacia vaccinale, farmacovigilanza, AIFA, qualità dei dati, green pass, errori metodologici, criticità comunicative, infografiche fuorvianti en
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