Il presente contributo analizza l’evoluzione organizzativa dei partiti italiani, con particolare attenzione ai mutamenti intervenuti nelle strutture e nelle risorse dei loro apparati centrali. La ricerca si colloca nel solco degli studi sull’organizzazione dei partiti, proponendo una contaminazione tra le chiavi interpretative del cambiamento organizzativo elaborate da Richard Katz e Peter Mair e le premesse dell’approccio «dimensionale» recentemente proposto da Susan Scarrow et al. L’indagine copre il periodo 1994-2022, concentrandosi su due dimensioni (strutture e risorse) e su quattro sub-dimensioni connesse: 1) la formalizzazione organizzativa; 2) l’integrazione strutturale; 3) la differenziazione strutturale; 4) le spese per il mantenimento degli uffici centrali. I dati raccolti mostrano come il profilo organizzativo degli apparati centrali dei partiti italiani segua tendenze comuni lungo alcune dimensioni (la formalizzazione organizzativa, la differenziazione strutturale e, in parte, le risorse), differenziandosi rispetto ad altre, rendendo difficile pervenire a interpretazioni univoche dei fenomeni. Questi risultati mettono in discussione la capacità dei modelli idealtipici di orientare la ricerca empirica.
L’EVOLUZIONE DEGLI APPARATI CENTRALI DEI PARTITI ITALIANI (1994-2022)
Eugenio Pizzimenti
Primo
;Lavinia De SantisSecondo
2026-01-01
Abstract
Il presente contributo analizza l’evoluzione organizzativa dei partiti italiani, con particolare attenzione ai mutamenti intervenuti nelle strutture e nelle risorse dei loro apparati centrali. La ricerca si colloca nel solco degli studi sull’organizzazione dei partiti, proponendo una contaminazione tra le chiavi interpretative del cambiamento organizzativo elaborate da Richard Katz e Peter Mair e le premesse dell’approccio «dimensionale» recentemente proposto da Susan Scarrow et al. L’indagine copre il periodo 1994-2022, concentrandosi su due dimensioni (strutture e risorse) e su quattro sub-dimensioni connesse: 1) la formalizzazione organizzativa; 2) l’integrazione strutturale; 3) la differenziazione strutturale; 4) le spese per il mantenimento degli uffici centrali. I dati raccolti mostrano come il profilo organizzativo degli apparati centrali dei partiti italiani segua tendenze comuni lungo alcune dimensioni (la formalizzazione organizzativa, la differenziazione strutturale e, in parte, le risorse), differenziandosi rispetto ad altre, rendendo difficile pervenire a interpretazioni univoche dei fenomeni. Questi risultati mettono in discussione la capacità dei modelli idealtipici di orientare la ricerca empirica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


